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Il big match di lunedì 

«Se la Reggiana ci crede può succedere di tutto»

Marco Bertolini
«Se la Reggiana ci crede può succedere di tutto»

Il bomber Altinier ha scritto pagine importanti con la Reggiana e il Padova «La notte di Siena? Mi ha fatto perdere un po’ di amore per il calcio»

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L’ultima immagine di Cristian Altinier in granata lo vede commosso sul prato del Mirabello mentre l’intera tribuna intona un coro per lui, in quello che sembrava solo un arrivederci dopo la cocente delusione della partita di Siena. «È stata una enorme soddisfazione essere entrato nel cuore di una tifoseria tanto calorosa quanto esigente dopo solo un anno. A maggior ragione visto le premesse di quel campionato – continua il “Duca” – eravamo partiti male ma con tanti sacrifici eravamo riusciti a rimettere in carreggiata il campionato e anche a livello personale ero riuscito a tornare sui miei livelli».

Di quel campionato non può che rimanere nella mente la beffa di Siena – Reggiana. Cosa è rimasto a distanza di quasi due anni?

«Non sono ancora riuscito a rielaborare la delusione di quella sera, per me la Reggiana ha passato quel turno play off. È stata un’ingiustizia che non meritavamo. La finale più giusta sarebbe stata Reggiana – Cosenza per quanto dimostrato sul campo nell’arco dell’intero campionato. In quella sera ho perso un po’ dell’amore che ho per il calcio ed il mestiere che faccio. Negli anni lo sappiamo il calcio ti può dare e ti può togliere, ma quella delusione mi ha quasi spogliato di qualsiasi entusiasmo».-

Dalle sue parole traspare ancora molto rammarico, come è riuscito a ripartire e rimettere gli scarpini ai piedi?

«Ormai non sono più un giovincello e l’unico stimolo che mi ha permesso di continuare è stato quello di ritornare nella mia città, a prescindere dalla categoria. Ho scelto un progetto che mi ridesse entusiasmo e stimoli, e farlo a Mantova mi dà molta felicità. Quando ho firmato mi sono ripromesso di riportare questa squadra tra i professionisti, lo scorso anno abbiamo sfiorato l’obiettivo nonostante un campionato da 83 punti e quest’anno stiamo facendo di tutto per centrare la promozione».

La nuova Reggiana l’ha mai contattata per rivestire il granata?

«Immediatamente dopo il fallimento la nuova dirigenza mi aveva fatto una proposta per tornare, ma ormai ero già in parola con il Mantova e ho scelto di rispettare gli accordi già presi. Se invece non fosse fallita la Reggiana avrei continuato con entusiasmo a Reggio visto che avevo un altro anno di contratto. Anche quest’anno c’è stato un altro approccio informale ma ho preferito continuare a Mantova».

Lunedì sera si incontreranno Reggiana e Padova, due squadre che l’hanno vista protagonista. A inizio anno avrebbe detto che sarebbe stata una partita di alta classifica?

«Sulla carta non mi sarei mai aspettato di vedere la Reggiana così in alto a questo punto del campionato, nonostante sia stata allestita una buona squadra ma l’unica cosa che conta è il campo e se i granata sono in questa posizione vuol dire che lo meritano, in più stanno anche offrendo un buon calcio grazie ad un allenatore molto preparato. Invece il Padova sta rispettando i pronostici e disputando il campionato che tutti si aspettavano».

Che squadra si troveranno di fronte i ragazzi di mister Alvini?

«Il Padova è una squadra molto difficile da affrontare. È una squadra tosta che fa un calcio fisico a cui è difficile segnare, ma la Reggiana ha un potenziale offensivo che può mettere in difficoltà chiunque. Lunedì sarà una partita che potrà essere decisa dagli episodi».

Il posticipo chiuderà il girone di andata, qual è il suo pronostico per il campionato dei granata?

«Se la Reggiana inizia a crederci veramente potrà rimanere nelle prime 3-4 posizioni fino alla fine. Credo che solo il Vicenza sia leggermente superiore, ma se i granata riusciranno a rimanere agganciati al treno di testa fino alla fine potrà succedere di tutto». —



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