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il post trieste 

Cercasi Johnson-Odom disperatamente

Linda Pigozzi

Mentre Mekel si incorona leader della Grissin Bon, la guardia è un ectoplasma ma il club non può muoversi sul mercato

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Il leader e il fantasma. Mekel e Johnson-Odom: i due giocatori più attesi (assieme a Josh Owens) nella pre-season sono i più chiaccherati nel post Trieste.

Contro l’Allianz la Grissin Bon ha strappato in extremis i due punti dopo aver dominato all’inizio del match e aver poi perso del tutto il bandolo della matassa nei due quarti centrali.

C’è riuscita, Reggio, grazie al leader finalmente (ri)trovato Gal Mekel, oltre al gran cuore messo in campo da Leo Candi.

Mekel, quel finale al cardiopalma l’ha deciso non solo con il canestro a poco più 5” dalla fine. L’ha deciso, di fatto, trascinando la squadra. E un trascinatore non è un segreto era ciò che era mancato sin dall’inizio della stagione.

Nel presentare il match con l’Allianz, il tecnico Buscaglia - incalzato dalle domande su un eventuale ritorno sul mercato - s’era precipitato a sottolineare come l’acquisto in arrivo fosse un «Mekel, finalmente in gruppo».

Il regista israeliano è in realtà ancora lontano dal top della condizione. Va gestito, tanto che per averlo tonico e pimpante nel finale di gara contro Trieste, Buscaglia l’ha dovuto tenere a riposo per lunghi minuti.

Domenica la Grissin Bon si giocherà tanto in chiave Final Eight nella supersfida con una Venezia che al Bigi vedrà passare l’ultimo treno per la Coppa Italia. Della leadership di Mekel il team biancorosso avrà bisogno come dell’ossigeno.

La partita con Trieste non gli ha lasciato alcun strascico a livello fisico, trapela dal club, e il play sarà regolarmente in gruppo oggi alla ripresa degli allenamenti.

Se si può legittimamente gioire per il leader trovato, non svaniscono i dubbi relativi a Johnson-Odom.

La guardia americana continua a inanellare prove deludenti. E i dubbi sorti già in estate sul fatto che sia l’uomo giusto per questa squadra, non solo non scemano ma al contrario si moltiplicano.

Statistiche alla mano anche con Trieste DJO non ha inciso in attacco. Cinque punti (2/3 da due, 0/3 dall’arco, 1/2 in lunetta) e 5 assist, sono il bottino di domenica. Tolto dal quintetto (per la seconda gara di fila), Johnson-Odom era comunque in campo nel finale. E lì, va detto, qualcosa ha dato. L’intensità e lo sforzo difensivo si sono percepiti, ma da lui, da un giocatore con le sue caratteristiche, l’impatto offensivo in gara deve essere ben diverso e decisamente superiore. Le sue galoppate, la sua potenza, le sue inventive sarebbero oro puro se riuscisse a esprimerle, ma ancora non ha preso le misure al team, al gioco di Buscaglia mentre le giornate corrono veloci.

Categoricamente il club nega di essere sul mercato rinnovando gara dopo gara la fiducia al giocatore.

Ora come ora, da quanto trapela, non esisterebbe margine economico per muoversi sul mercato. Almeno per il momento, quindi, ogni mossa è da escludersi.

“Aspettare” DJO potrebbe però diventare un problema? E soprattutto il suo è solo un “blocco” tecnico superabile con piccoli accorgimenti o dall’impasse il giocatore non uscirà mai del tutto?

La gara con Venezia sarà un bel test per valutare la sua reazione dopo una serie di gare in cui è parso fuori fase, se non “fuori luogo”. —



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