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La sorpresa 

Radrezza show: la Reggiana ha trovato il suo fantasista

Andrea Munari
Radrezza show: la Reggiana ha trovato il suo fantasista

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REGGIO EMILIA. Il ruolo del trequartista è fondamentale nello schieramento del tecnico Massimiliano Alvini. L’allenatore non ha mai rinunciato fino ad ora ad avere almeno un elemento a fare da collante tra centrocampo e attacco e i risultati ottenuti dalla Reggiana gli hanno dato ragione.

Seppur senza un vero e proprio numero 10 in rosa l’allenatore fin dall’inizio ha alternato in quel ruolo diversi giocatori: prima Staiti, poi Zanini e ora Radrezza. E proprio con l’ex Crema ad agire alle spalle delle punte sembrano essersi trovati i risultati migliori. Radrezza ha tecnica, visione di gioco per innescare gli attaccanti e in quella posizione di campo può svariare a proprio piacimento per andare a dettare il passaggio ai compagni.

La sfida di lunedì sera contro il Padova, la terza consecutiva da titolare dopo le sfide con Piacenza e Padova, è stata la conferma che trovando continuità in quel ruolo il “21” sa fare la differenza anche in una gara come quella di lunedì sera che per lui era speciale: «Sono nato a Padova e nel Padova ho giocato per 13 anni dal settore giovanile alla prima squadra. Era la prima volta che affrontavo il Padova da avversario, però io vesto la maglia della Reggiana e dal fischio d’inizio ho pensato solo a giocare al meglio per la mia squadra e sono felice per la vittoria”. Radrezza lunedì sera ha fatto venire il mal di testa a tutta la difesa del Padova che non è mai riuscita a prenderlo, con il fantasista granata che è stato molto bravo nell’andarsi a cercare gli spazi in cui poter esprimersi al meglio.

Splendida è stata la verticalizzazione per l’inserimento di Kirwan alle spalle della difesa, con l’esterno granata che ha cercato di colpire la sfera con il piede destro, non fidandosi del suo sinistro ed è arrivato in ritardo di un soffio.

«Siamo un grande gruppo e non è importante la prestazione del singolo – ha affermato Igor Radrezza a fine gara – con questa vittoria abbiamo dato un segnale a tutto il campionato e abbiamo chiuso il girone di andata al terzo posto». Trovando continuità alle spalle delle punte Radrezza sta dimostrando che la buona prestazione fatta vedere contro il Piacenza non era solo un fuoco di paglia e, al contrario, sta crescendo settimana dopo settimana come gli chiede sempre anche mister Alvini durante la settimana. «Il mister ha detto che posso fare di più? Ha ragione, devo continuamente lavorare e crescere – ha sottolineato il numero 21 granata – abbiamo un grande staff tecnico e noi ogni settimana in allenamento dobbiamo dimostrare il nostro valore».

Adesso però diventa difficile pensare ad una Reggiana senza Radrezza ad agire alle spalle delle punte, perché nel gioco di Massimiliano Alvini un elemento con la sua tecnica sa fare la differenza e, come confermato anche dallo stesso centrocampista a fine gara, può alternarsi molto bene con Rossi e Varone senza dare punti di riferimento alle difese avversarie. Il tecnico granata al proprio “21” gli chiede però di velocizzare il movimento del pallone per non rallentare troppo i ritmi della manovra e, lo fa perché sa che Radrezza può farlo. Quando il giocatore compirà questo ulteriore passo in avanti, farà definitivamente il salto di qualità diventando ancora più imprescindibile per questa Reggiana. —


 

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