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Salta Feralpisalò - Reggiana: la Lega conferma la protesta

Jacopo Della Porta
Salta Feralpisalò - Reggiana: la Lega conferma la protesta

Tanti costi, pochi ricavi: la C chiede la defiscalizzazione per sopravvivere. Nel 2017 la società di via Mogadiscio ottenne dai diritti tv appena 26mila euro

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REGGIO EMILIA. Domenica Feralpisalò-Reggiana non si giocherà. Ieri si è svolto un incontro tra il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri e i vertici della Figc per discutere della defiscalizzazione.

La Lega Pro aveva annunciato che in assenza di risposte concrete lo sciopero sarebbe stato confermato e in serata il presidente Francesco Ghirelli ha ribadito con una breve nota che le partite del 21 e 22 sono rinviate a data da destinarsi.

Tante spese, soprattutto per gli stipendi, e pochissimi ricavi. In serie C le cose vanno così e per questo la Lega Pro si è mobilitata per chiedere al governo un intervento deciso per la defiscalizzazione delle società, tra le quali da anni si registrano continui fallimenti o rinunce all’iscrizione.

Le serie maggiori possono contare sui ricchi introiti televisivi, che invece in quella inferiore mancano. In assenza di ricavi si discute da tempo di introdurre il “semiprofessionismo”, per ridurre gli oneri delle società e consentire loro di respirare.

Basta dare un’occhiata all’ultimo bilancio disponibile della Reggiana in serie C, quello chiuso al giugno 2017 con una perdita “monstre” di 6 milioni di euro, per comprendere le difficoltà di un club in questa categoria.

Complessivamente quella Reggiana incassava 3,7 milioni di euro, a fronte di 9,6 milioni di costi. Per il personale l’esborso era di 5,4 milioni di euro(980.000 per oneri sociali).

Stiamo parlando tra l’altro di una realtà che può contare su sponsor importanti e un bel bacino di pubblico. Alla voce ricavi il contributo maggiore, allora come oggi, proveniva dalle sponsorizzazioni (1,54 milioni di euro), alle quali si aggiungevano proventi pubblicitari (490mila euro), più ricavi commerciali e royalties (81.663mila euro).

Gli introiti del botteghino nel bilancio 2017 rappresentavano quasi 775mila euro tra abbonamenti, biglietti e percentuali su incassi in trasferta. I diritti tv invece poco meno di 28mila euro. Praticamente nulla.

Lo sbilanciamento della Reggiana dei Piazza era sicuramente straordinario e l’epilogo dunque non stupisce più di tanto. Ma anche con una società ripartita senza debiti pregressi e con una gestione molto più accorta come quella impostata dagli attuali soci rifondatori, i costi superano puntualmente i ricavi e pertanto i proprietari sono periodicamente chiamati ad effettuare aumenti di capitale.

Nella Reggiana attuale più o meno un terzo delle risorse proviene dal portafoglio dei soci (e parliamo di un budget complessivo di alcuni milioni di euro).

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