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La bandiera granata 

Alessi stupito da Radrezza «È dinamico e ha visione Strano sia in C solo adesso»

Alessi stupito da Radrezza «È dinamico e ha visione Strano sia in C solo adesso»

L’ex attaccante segue spesso la squadra di Max Alvini «Ho visto un gruppo che si muove bene  e sa trovare la profondità»

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REGGIO EMILIA. Da qualche anno ha lasciato il verde di Borzano di Albinea per fare ritorno alla natia Torino. Adesso allena in Eccellenza il Chisola, paese vicino a Vinovo, ai campi in cui si prepara la Juve, assieme ad un cugino ha aperto un noleggio auto ed un lavaggio, ma Beppe Alessi continua a seguire le sorti della Reggiana. In Tv o, appena può, dal vivo. Era presente anche lunedì sera in tribuna al Città del tricolore. «No- dice ridendo- non sono venuto per ritirare la maglia del centenario, ma in quanto tifoso granata, solo per quello». Si capisce che non ha molta voglia di parlare della storia della maglia, di quella clamorosa dimenticanza che, se non ferito, sicuramente l’ha amareggiato. Ed esclude secondi fini. Sì, forse un pensierino alla panchina granata, ad un ruolo dirigenziale una volta appese le scarpette al fatidico chiodo lo deve pur aver fatto, ma adesso il suo futuro è lontano da Reggio. Anche se mai dire mai…

Alessi, come vede la Reggiana di Massimiliano Alvini?

«Bene, molto bene, ho visto una squadra con una precisa fisionomia, concetti ben chiari in mente, mi è piaciuto come muove la palla e come si muove, la ricerca della profondità, anche se…».

Anche se?

«Mi sarei aspettato qualcosa in più dal Padova, per una squadra costruita per vincere, che non nasconde ambizioni di vittoria finale mi è parsa sottotono, non in linea con i propositi sbandierati».

Individualmente nella Reggiana c’è qualcuno che le è piaciuto più di altri?

«Radrezza, non lo conoscevo più di tanto, si sa muovere bene tra le linee, ha dinamismo, visione di gioco, mi sorprende che mi dicano sia arrivato in Lega Pro un pochino tardi».

Si rivede un poco in lui?

«No, sinceramente io avevo altre caratteristiche, più trequartista o seconda punta naturale, lui va di più sull’esterno, mi pare un interno impiegato con successo dietro le punte con possibilità di svariare».

Segue spesso la Reggiana?

«Le ho viste quasi tutte, ero lì con il Carpi, bellissima partita in una bellissima serata. Ero a Verona: sembrava una partita del giovedì tanta era la superiorità mostrata. Ero a Vicenza, dove la Reggiana ha perso ma tenuto benissimo il campo, giocato alla pari contro la capolista».

Dove può arrivare questa Reggiana, per Alessi?

«Fino in fondo, in alto, non voglio pronunciare quella parola per non portare sfiga, se poi non si può scrivere metta sfortuna, ma ha le carte in regola per giocarsela».

Il mercato di gennaio può cambiare qualcosa nelle gerarchie od è solo un danno?

«Dipende dalla disponibilità di risorse economiche, dalla possibilità di investire, dalla capacità di andare a scegliere quel che davvero ti serve, è un mercato, per quanto posso intuire, difficile perché le squadre di C i migliori sono restie a lasciarli andare e se vai a pescare in B devi stare molto attento alle motivazioni, il gran nome senza umiltà e voglia di rimettersi in discussione raramente paga».

Già, lo dice uno che anni fa accettò di passare dalla B alla C2 con in testa l’idea di dimostrare che non era finito. —

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