«La Regia se la gioca con tutte solo il Vicenza è superiore»
Sergio Eberini promuove a pieni voti la squadra e il suo allenatore Max Alvini «Sono curioso di vedere Marconi, ma Narduzzo e Voltolini hanno fatto bene»
Sergio Eberini è un vero e proprio monumento della storia granata. Milanese di nascita è arrivato a Reggio Emilia nel 1980 per difendere la porta granata e non si è più allontanato dalla città del Tricolore. Cinque anni in campo con l’incredibile promozione sotto la guida di mister Fogli, ma anche l’unico scudetto della storia granata, conquistato con la Berretti nel 2003 con in campo anche Andrea Costa che dopo tanti anni di serie A è tornato quest’anno ad indossare la maglietta granata. Nell’ottobre del 2017 fu chiamato a sedersi nuovamente sulla panchina della Reggiana dall’allora ds Giuseppe Magalini, insieme a Max La Rosa e Andrea Tedeschi, per formare una triade che rimise in piedi una stagione cominciata molto male.
Dopo il doloroso fallimento dell’estate 2018 Eberini è tornato dai suoi piccoli, come ama definirli lui, in una storica società della Val d’Enza reggiana: «Ora sono il coordinatore del settore giovanile agonistico delle Terre Matildiche ed alleno i 2006. Tra di loro c’era anche il figlio di Teddy ( Andrea Tedeschi ndr) che con orgoglio posso dire che è passato in questi giorni alla Reggiana. Ogni domenica sono allo stadio a seguire la Reggiana. È una squadra che gioca molto bene a calcio è un piacere vederla stare in campo».
Alla fine del girone d’andata si possono fare i primi bilanci stagionali, che valori ha espresso il campionato fino ad ora?
«Vedo una squadra superiore a tutte le altre. In questo momento il Vicenza è padrone del proprio destino è può solo perdere lui il campionato, poi dietro i biancorossi vedo un gruppo di squadre molto competitive, tra cui anche la Reggiana. Secondo me i granata dovranno lottare con Carpi, Piacenza, Sambenedettese Piacenza e Padova per le posizioni di vertice, pronti ad approfittare di qualsiasi passo falso delle avversarie».
Tra queste qual è l’avversario che più dovranno temere i ragazzi di mister Alvini?
«La Sambenedettese è la squadra che più mi ha impressionato, per il modo di imporre il proprio gioco a prescindere dall’avversario. A Reggio hanno fatto una splendida partita mettendo molto in difficoltà la Reggiana. Mi sta stupendo molto il Carpi, che invece mi deluse quando lo vidi a Reggio, sono stati in grado di fare un importante filotto di risultati positivi dimostrando di essere una squadra forte. Il Piacenza è una formazione che come dimostrato l’anno scorso in un qualche modo riesce sempre a fare risultato, infine il Padova, visto anche quanto dimostrato sul campo lunedì, mi sembra un po’ meno organizzato, ma comunque una squadra competitiva».
Che voto dà alla Reggiana di questo girone d’andata?
«Do un voto molto alto, ho visto solo cose positive. A mio parere la Reggiana è una squadra che gioca molto bene a calcio ed è allenata da un tecnico serio e preparato che è riuscito a trasmettere alla perfezione le sue idee di gioco ai calciatori. La dimostrazione la vedi quando alcuni giocatori sono costretti a giocare fuori ruolo per necessità, e non trovi nessuno che fa male, perché Alvini è riuscito a trasmettere dei principi che vengono tradotti alla perfezione in campo. Ho avuto la fortuna di conoscerlo anche personalmente e lo trovo una persona genuina e preparata, per la serie C è un grande allenatore.
Detto dell’ottimo lavoro svolto da Alvini veniamo ai giocatori?
«È dall’inizio della stagione che vedo una squadra solida e forte, trascinata dalla leadership di due giocatori d’esperienza come Spanò e Rozzio che con Martinelli Costa ed Espeche blindano ogni domenica la difesa. Sono curioso di vedere Venturi al rientro ma né Narduzzo né Voltolini lo hanno fatto rimpiangere. Il centrocampo ha la fortuna di avere due giocatori come Rossi e Varone che si integrano perfettamente tra di loro; Rossi dà qualità e tempi alla squadra e Varone garantisce corsa inserimenti e gol. Anche Radrezza mi sta stupendo per la qualità messa in campo e la costanza di rendimento. In attacco Marchi e Kargbo non hanno fatto sentire la mancanza di Scappini garantendo gol ad ogni partita, e quando sarà pronto al rientro la situazione non potrà che migliorare».
È alle porte il mercato gennaio, quali consigli può dare per migliorare questa rosa?
«Il mercato di gennaio può essere pericoloso, si rischia sempre di rompere gli equilibri che si sono creati nei primi mesi. Se fossi il direttore granata integrerei questa squadra con delle ottime alternative in grado di aiutare i titolari nei reparti più scoperti. Forse servirebbe un esterno in attesa del rientro di Lunetta e un’altra alternativa in attacco e a centrocampo».
Come sta vivendo quest’anno del Centenario?
«I dirigenti stanno facendo molto per valorizzare un anno speciale, ma purtroppo ho la percezione che la città senta poco un avvenimento così importante. Durante la sfilata nella notte del centenario ho vissuto un’emozione incredibile, è stato bellissimo sentire l’amore della tifoseria verso la Reggiana. Questi tifosi sono di una categoria superiore per l’amore che dimostrano, sono un’arma in più ad ogni partita. Mi piacerebbe che tutti potessero stare vicino alla Reggiana allo stesso modo». —
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