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«Un gruppo fantastico di giovani e veterani questo Valorugby sta funzionando»

R.S.
«Un gruppo fantastico di giovani e veterani questo Valorugby sta funzionando»

Roberto Manghi, allenatore e direttore del club, stende il bilancio della prima parte della stagione a poche ore dalla ripresa del campionato  

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l’intervista

A poche ore dalla ripresa del campionato con la sesta giornata in programma nel week end (i Diavoli saranno di scena alle ore 14 di domani nell’anticipo sul campo di Mogliano), è il momento di tracciare un primo parziale bilancio in casa Valorugby Emilia. Il direttore del club e coach della prima squadra Roberto Manghi è soddisfatto della prima parte di stagione consapevole che ci sia ancora tanta strada da percorrere.

«Sono soddisfatto - premette-. La squadra, così come l’abbiamo pensata e formata in estate, sta funzionando. In particolare, il bel clima che si è creato tra giocatori più esperti e ragazzi più giovani sta cementando il gruppo. Peccato per queste continue interruzioni di calendario che non favoriscono la continuità spezzettando un campionato che fatica a prendere ritmo».

In testa, al momento, i Diavoli sono appaiati a Fiamme Oro, Calvisano e Rovigo con subito dietro alle spalle Mogliano e Petrarca, le prossime due avversarie sul cammino di Mordacci e compagni.

«Diciamo che adesso arriva la parte più impegnativa della stagione e noi dovremo farci trovare pronti. Una dopo l’altra andremo ad incrociare tutte le favorite, il primo match lo giocheremo sul campo della sorpresa, il Mogliano, capace di superare il Petrarca nell’ultimo turno. Andiamo in Veneto con il rispetto che si deve a una squadra temibile soprattutto sul campo di casa, ma con la consapevolezza della nostra forza e l’obiettivo di vincere. Stesso focus della partita successiva, quando domenica 29 dicembre al Mirabello attendiamo il Petrarca per quello che si preannuncia come un vero e proprio big match».

A spezzettare il ritmo non c’è solo il calendario, ma anche gli infortuni che hanno colpito duro in casa Valorugby. Come è ora la situazione?

«Gli infortuni fanno parte del gioco, e noi ci siamo attrezzati in estate per fronteggiarli al meglio costruendo una rosa profonda con giocatori all'altezza, in grado di ricoprire ogni ruolo. Quelli più seri sono gli infortuni di DuPreez, che è rientrato nel match con il Piacenza, Muccignat, che spero di riavere in primavera, Messori che ne avrà per un po’ e Ngaluafe che contiamo di recuperare ad inizio anno».

Ci sarà quindi spazio per alcuni giocatori al momento poco utilizzati?

«Nei prossimi mesi ci sarà spazio e bisogno di tutti. Alcuni giocatori su cui conto molto, come Falsaperla e Bonavolontà, ancora non hanno avuto occasione di dimostrare appieno il proprio valore, ma arriverà anche per loro il momento. Per fare quello step in più rispetto all’anno scorso serve proprio questa capacità in tutti i giocatori di farsi trovare pronti nel momento della chiamata in campo. Io ho fiducia in loro e so che non mi deluderanno quando sarà il momento».

Dal punto di vista tecnico, il Valorugby di quest’anno punta molto di più sulla mischia rispetto al gioco “guascone” dello scorso anno, non crede?

«Non sono del tutto d’accordo. Si è vero che abbiamo una prima linea tra le migliori del campionato, se non la migliore. Ed è quindi logico e normale affidarsi al gioco di mischia in certi momenti della partita. Ma credo che abbiamo giocatori perfetti anche per allargare il gioco con fraseggi spettacolari e giocate ariose. D’altronde con giocatori come Rodriguez, Majstorovic, Latu e Ngaluafe non potrebbe essere diversamente».

Tra i giocatori che si sono messi in luce, c’è anche il giovane Bertaccini. Cosa ne pensa?

«Giulio ha tutte le caratteristiche per diventare un giocatore importante ricalcando le orme che, prima di lui, hanno percorso ragazzi come Mordacci, Panunzi, Rimpelli, Costella, Fusco, Paletta. Reggio è il posto ideale per un ragazzo che abbia talento in campo e voglia di studiare. Vale per Bertaccini, ma anche per altri giovani che abbiamo ingaggiato e che con noi sono cresciuti dentro e fuori dal campo. L’esempio di Farolini è emblematico».

A livello societario cosa dice? A che punto è la questione relativa ai campi di allenamento?

«Non posso che ringraziare la proprietà del club e il nostro presidente Enrico Grassi che ci mette nelle condizioni ideali di lavorare. Anche i ragazzi sentono questa presenza, tutti sono consapevoli di essere nel posto giusto dove si lavora con serietà per raggiungere gli obiettivi. L’unico problema resta quello degli impianti con i campi di allenamento che a Reggio scarseggiano. Complice il maltempo, ci troviamo spesso costretti ad emigrare a Parma. E meno male che abbiamo la disponibilità del campo di Jano dove la società ha avuto in gestione un piccolo ma splendido impianto». —

R.S.

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