“Chiuso per Daspo” Gli Arsan sospendono il tifo al Bigi e in trasferta
reggio emilia. Con un comunicato diffuso nel pomeriggio di ieri, gli Arsan hanno reso noto di sospendere l’attività di tifo in protesta contro i recenti Daspo emessi nei confronti di diversi esponenti della curva biancorossa.
«A fronte delle numerose diffide che ci hanno colpito - si legge nel comunicato ufficiale del gruppo - ci troviamo costretti a sospendere tutte le attività del tifo organizzato durante le partite sia in casa sia in trasferta della Pallacanestro Reggiana. Confidiamo di avere l’appoggio di tutte le persone che in questi anni hanno calcato i gradoni con noi».
«Consci e orgogliosi delle scelte fatte e di non esserci mai piegati - prosegue il comunicato - riponiamo temporaneamente i nostri colori, in attesa di poter tornare a calcare le gradinate a modo nostro. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti quelli che ci sono stati vicini. “Sapevamo di fare una cosa stupida, ma era quanto più al mondo ci rendeva felici”. Quello che non capiranno mai i ragazzi di via Dante (il riferimento è alla Questura reggiana, ndr) è che “la Reggiana è una passione che va oltre la diffida”. Godetevi il momento, torneremo tutti. Lunga vita agli ultrà».
Gli Arsan, gruppo di tifosi organizzati della Pallacanestro Reggiana, è nato nel 2014, andando a raccogliere l’eredità lasciata dal Collettivo Biancorosso. Da allora, i tifosi reggiani hanno percorso migliaia di chilometri in Italia e in Europa per sostenere la squadra.
Nei giorni scorsi erano arrivate le diffide per fatti accaduti a margine del derby del 3 novembre scorso contro la Virtus Bologna.
Per sei ultras biancorossi è scattato il divieto di assistere a manifestazioni sportive per un anno. Un settimo tifoso è stato colpito da Daspo per sei anni, con l’obbligo di firma in Questura durante le partite della Grissin Bon.
Domenica scorsa, nella sfida contro Trieste, la curva era rimasta in silenzio per buona parte del match in protesta, tornando a sostenere la squadra soltanto nel periodo conclusivo della gara.
Il giorno successivo, i tifosi avevano reso noto sui social il fatto che fosse stato vietato loro di esporre lo striscione: “Chiuso per Daspo”. —
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