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parla il braccio destro di amadei 

«Ora a Cavazzoli, poi la Regia tornerà a casa»

Massimo Sesena
«Ora a Cavazzoli, poi la Regia tornerà a casa»

Carmelo Salerno ringrazia il Comune, il Csi e la Falk Galileo: «In un mese risolto un problema che durava da anni»

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«In un mese abbiamo risolto un problema che si trascinava da due anni». È soddisfatto, Carmelo Salerno: è l’ultimo arrivato in società alla Reggiana ma può già appuntarsi sul petto una specie di medaglia. Una medaglia che rafforza ulteriormente il suo suo ruolo in società e nei confronti della città.

Se infatti è vero che il tema dei campi d’allenamento non è esattamente un argomento dell’ultim’ora, è anche vero che di volta in volta, la Reggiana ha dato l’impressione di avere idee diverse al proprio interno e soltanto nell’ultimo periodo ha invece parlato con una voce sola. Quella di Salerno, che altri non è che il socio che era con Amadei al Modena e che il patron e presidente onorario ha fortissimamente voluto.

Invero, le mosse di Salerno confermano un suo ruolo sempre più preponderante all’interno della Reggiana. Ne è la prova, ad esempio, la volontà dello stesso Salerno di mettere la firma sulla conclusione di questo dossier. Per ringraziare tutti gli attori di questa partita. O meglio, di questo finale di partita.

«Mi sembra giusto - dice Salerno alla Gazzetta - ringraziare tutti coloro che in questo mese si sono adoperati per risolvere questo problema.In particolare voglio ringraziare il sindaco Luca Vecchi e l’assessore allo sport Raffaella Curioni, ma anche i vertici reggiani del Centro Sportivo Italiano e i dirigenti della Falk Galileo che si sono resi disponibili a dirottare altrove le attività che avevano inizialmente previsto al campo dell’ex Sporting».

Invero, Salerno sottolinea sia la soluzione nell’immediato, sia quella che sottende proprio l’intesa con il Comune. Ovvero il ritorno in via Agosti per la Reggiana.

«Questa squadra - spiega Salerno - sta facendo un bellissimo campionato, il suo allenatore, lo avete visto, è un perfezionista e quando diceva che aveva bisogno di condizioni migliori per allenarsi aveva ragione. Noi abbiamo cercato di accontentarlo. Intanto, portando la Reggiana all’ex Sporting e poi spingendo affinché il Comune riesca a metterci a disposizione un vero centro sportivo, come questa squadra merita».

Nessuna pretesa, va detto, da parte granata. Semmai la volontà di collaborare - come da tempo non accadeva - con l’amministrazione comunale per creare le condizioni migliori per la prima squadra e per tutto il vivaio.

Collaborare, per Salerno e soci significa anche fare la propria parte, sia dal punto di vista progettuale sia sul versante economico. «Noi - dice - abbiamo le idee chiare: vogliamo dare continuità al lavoro di mister Alvini e per farlo abbiamo bisogno di impianti all’altezza. E questa esigenza è venuta alla luce per colpa della pioggia caduta in queste settimane che ha messo fuori uso tutti i campi e anche quello di Albinea non ha fatto eccezione. Vorrei anzi ringraziare i vertici del Circolo Tennis e l’amministrazione comunale di Albinea perché ci hanno aiutato nel momento per noi di massima emergenza. Ma purtroppo non potevamo continuare lì. Per questo nei nostri piani c’è sicuramente un campo in sintetico, di ultima generazione, come quello di San Michele dei Mucchietti, dalle parti di Sassuolo (dove la Reggiana, nel suo peregrinare, ha svolto anche delle sedute di allenamento)».

Invero, anche in Comune non escludono di investire parte dei 500mila euro stanziati per mettere in sesto via Agosti nella costruzione di un pianto in sintetico. E l’eventualità che anche la società granata possa fare la propria parte costituirebbe sicuramente un’incentivo a tutta l’operazione. «È una ipotesi, quella di partecipare anche noi a questa operazione, che stiamo valutando, soprattutto alla luce delle possibilità che ci sono di poter accedere ai finanziamenti del Credito Sportivo. Lo facciamo - dice Salerno - perché è giusto che questa squadra, questa società possa avere di nuovo una sua casa in cui anche i tifosi possano identificarsi». —





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