Contro Roma alla Grissin Bon è vietatissimo fallire ancora
I biancorossi chiudono il 2019 al Bigi sfidando la matricola. Serve una prova da leoni per cancellare le recenti sofferenze
REGGIO EMILIA. Ultima chiamata per il 2019, per sperare nella Coppa Italia, per credere ancora in questo gruppo con tante qualità ma sinora incapace di concretizzare il talento tecnico e atletico disponibile.
È densa di temi la sfida odierna fra Grissin Bon e Virtus Roma, neopromossa sinora molto positiva, ben allenata e guidata da un affidabilissimo duo di veterani Dyson e Jefferson.
Dopo il doppio tonfo con Venezia e Brindisi, Reggio deve assolutamente rimettersi in carreggiata e dare qualche risposta a se stessa e al pubblico. Gli sprazzi positivi, mai mancati, continuano a essere guastati dai cali di intensità che azzerano la difesa, Roma ha gente esperta e con punti nelle mani molto abile a sfruttare questi momenti per spaccare in due una gara. Il successo a Trento del 15 dicembre è un buon memorandum.
Anche la classifica esige punti freschi, ormai, sia per sperare nelle Final Eight sia per ampliare la forbice dalle ultime della classe.
Se si vuole allargare il discorso, quello che serve prima di tutto è vedere sul serio quella crescita di cui si parla da settembre. Giustamente, perché con un organico stravolto non si poteva pensare che tutto girasse a puntino dal primo giorno, ma dopo tre mesi e tanti preoccupanti momenti neri ancora non è possibile capire quale sia il vero volto di questo gruppo. E se sia necessario, eventualmente, qualche ritocco. Il lato più preoccupante è quello della tenuta difensiva, un aspetto che colpisce pensando a quanto toste ed efficaci siano state alcune delle versioni di Trento allenate da Buscaglia. Questa Reggio non fatica granché a metter punti a referto, ma nell’altra metà campo i dolori sono costanti. Roma ha un quintetto di buoni attaccanti, e sarà l’ennesimo test probante.
Dietro a Jefferson e a Dyson, ci sono un esterno Usa affidabile come Buford e due belle sorprese, Amar Alibegovic e il ceco Kyzlink, che sta monetizzando alla grande la prima vera occasione da titolare. La panchina offre poco, a parte l’energia dell’ex reggiano Pini, e a gennaio arriverà un altro ex biancorosso, James White, per rimpolparla.
La Virtus Roma, proprio come la Grissin Bon, ha viaggiato ad alti e bassi, realizzando notevoli imprese e incassando pure parecchie imbarcate con oltre 30 punti di scarto. Insomma, nemmeno la squadra della capitale è inscalfibile, tutt’altro, e una spallata forte potrebbe essere in grado di risolvere la questione in anticipo. Tenere invece Roma attaccata sino all’ultimo periodo potrebbe essere un bel guaio, perché l’ex Sassari Dyson – il Bigi se lo ricorda bene – sa come vincere le gare in volata.
L’incognita più grande è Jefferson. In difesa spesso si riposa, ma in attacco fa canestro in ogni modo. E proteggere i tabelloni, sinora, non è propria stata la specialità biancorossa. —
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