Paris vola ancora nella libera Imbattibile nella sua Bormio
Quarto successo di fila: è il terzo italiano di sempre dopo Tomba e Thoeni «Amo questa pista perché devi essere veloce e intelligente». Oggi nuova gara
La musica heavy metal dei Pantera, la sua band preferita, è l’energia di cui si nutre. Il resto, sugli sci, lo fa l’immenso talento. Riservato nella vita, un jet in pista: Dominik Paris vola sulla Stelvio, pista di cui conosce pieghe e sussulti. Tira le curve come un dio della velocità e sfiora il limite «ben due volte, non volevo arrivare secondo». A Bormio, casa sua, non succede: dal 2017 non scende dal trono della libera. Quella di ieri è la quarta vittoria sul tracciato dell’Alta Valtellina, la prima risale al 2012, l’inizio del percorso magico.
Ha limato gli aspetti ruvidi della sciata come un gioielliere fa con un diamante grezzo. È cresciuto, maturato e oggi, a 30 anni, età perfetta per un velocista, fa parte della nobiltà del circo bianco, quel ristretto gruppo di coraggiosi che girano il mondo inseguendo la neve per buttarcisi a capofitto a oltre 100 chilometri all’ora. Lui ieri ha raggiunto i 124. «Amo questa pista perché puoi spingere ma devi essere intelligente, la velocità va gestita» ripete come un mantra il capitano degli uomini-jet azzurri. Bormio ripaga Paris con il primo centro della stagione, ricompensa ricca dopo l’amarezza provata a Beaver Creek, trasferta dalla quale è uscito a mani vuote anche a causa del set up dei materiali. Risolti già alla vigilia della Val Gardena. Il segnale? Quelle carezze che riserva allo sci al traguardo, come Valentino Rossi fa con la moto.
SOGNANDO LA COPPA
Ora è secondo nella classifica generale, e secondo nella classifica di discesa alle spalle del rivale Beat Feuz, lo svizzero con il quale ha ingaggiato una personalissima battaglia per la coppa di discesa, il trofeo che gli manca in bacheca e che incarna il sogno del bambino che a tre anni sfrecciava con gioia sui salti e sulle gobbe. La sua ricetta, anche contro l’influenza che un po’l’ha fiaccato la settimana scorsa. «Sugli sci mi diverto».
CON I BIG DI SEMPRE
Dominik in pista scende con cuore e coraggio. Uno spettacolo. «Ho spinto, anche quest’anno ho fatto la differenza sull’ultimo muro. Si arriva in fondo stanchi e chi riesce ancora a tenere sugli sci, può fare il tempo». Con lo show di ieri e il trionfo numero 17 ha scalato la classifica della storia, piazzandosi al terzo posto degli italiani più vincenti alle spalle di colossi come Alberto Tomba (50 successi) e Gustavo Thoeni (24). E grazie alle sue imprese l’Italia ritrova un leader nella squadra degli uomini-jet protagonisti degli ultimi anni. Dopo i problemi fisici di Peter Fill di Christof Innerhofer, con i giovani ancora nelle retrovie, Dominik, «Domme» per tutti, si è preso sulle spalle la squadra.
In vista dei Mondiali di Cortina del 2021 e dei Giochi di Pechino del 2022 l’Italia può schierare un re della velocità, la disciplina regina. E lui può completare la bacheca con i due pezzi pregiati che gli mancano ancora, la coppa di libera e la medaglia olimpica. Ma, poiché questo omone della Val d’Ultimo, cuoco e cantante per passione, non si ferma mai, nel mirino ora c’è il record di Franz Klammer, il più vincente in discesa (25) negli Anni.
Paris oggi ci riprova con un’altra discesa. «Sono carico. Vince chi ha più energia nelle gambe, la Stelvio è durissima e non fa sconti». Lui lo sa bene, ma ha imparato a fare i conti. —
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