La Reggiana di Alvini e il Carpi le grandi rivelazioni del girone
In estate in pochi scommettevano in un campionato di vertice delle due emiliane Il mercato di gennaio potrebbe però andare a ribaltare una classifica molto corta
Chi non si è mai dilettato ad analizzare sotto l’ombrellone gli acquisti estivi delle concorrenti? E chi, tra un bagno e l’altro nella calura d’agosto, non ha mai provato a fantasticare stilando la classica griglia di partenza del campionato della propria squadra del cuore?
In Lega Pro è terminato il girone d’andata, con le formazioni che tra sciopero e festività natalizie torneranno in campo solamente nel weekend dell’11-12 gennaio.
La lunga pausa è l’occasione quindi per un bilancio complessivo di queste prime diciannove giornate, in cui spicca una certezza: la Reggiana è andata ogni più rosea aspettativa.
Andando infatti a ripescare i giudizi degli addetti ai lavori prima del via stagionale, si nota come alla truppa granata non venisse dato molto credito; la macchina targata Reggio Emilia si posizionava infatti in quarta-quinta fila del Gran Premio del girone B, riconoscendo al sodalizio di via Giglioli Valle acquisti di assoluto rispetto ma ritenendo il team incompleto per puntare alle primissime posizioni, complice anche la provenienza dal mondo del dilettantismo.
Nonostante l’ambizione anche mister Alvini partiva cauto, confidandolo ai media nel giorno della sua presentazione: «Possiamo puntare a stare nelle dieci che si giocheranno i playoff».
Grazie invece alla splendida sinergia creatasi tra società, staff tecnico e giocatori Spanò e compagni passeranno il Natale al terzo posto in solitaria con 38 punti, vantandosi di essere la squadra con meno sconfitte (una) e con il miglior attacco insieme alla capolista Vicenza (32 gol fatti). Peccato per gli otto pareggi, che hanno frenato la galoppata verso il vertice della graduatoria.
La Gazzetta dello Sport indicava come assoluta favorita la Triestina degli attaccanti Granoche e Ferretti: i biancorossi sono invece sino a questo momento l’assoluto flop, trovandosi fuori dalla zona playoff e con un pesantissimo -19 dalla capolista Vicenza. Vicenza che invece viaggia spedito verso la serie B: aveva forse visto giusto Tuttoc.com, sito che indicava l’ex Lanerossi come la principale pretendente al salto di categoria: guidati da un allenatore esperto come Mimmo Di Carlo i veneti hanno chiuso l’andata con 45 punti, con tanto di miglior attacco e difesa più solida (soli 9 gol al passivo). La grande sorpresa, insieme alla Reggiana, è il Carpi: reduce dalla retrocessione e con problemi societari, la realtà del presidente Bonacini pareva candidata ad un campionato da metà classifica.
«Attenzione al Carpi, nessuno ne parla ma dispone di giocatori di qualità e proviene dalla Serie B», così commentava il ds granata Doriano Tosi dopo le prime giornate, dimostrando così una volta di più le sue conoscenze calcistiche. Chi sta deludendo è il Padova, candidato a recitare il ruolo di rivale principale di Triestina e Vicenza ed invece quarto a quota 36. Oltre le previsioni il cammino del SudTirol, mentre Feralpisalò e Piacenza si trovano in linea con quanto pronosticato. Non pienamente positivo anche il rendimento di Sambenedettese, Modena e Cesena, che pagano la mancanza di continuità.
La classifica è comunque molto corta e il mercato di gennaio potrà cambiare ulteriormente le carte in tavola. Il film del campionato è ancora tutto da scrivere, anche se sotto i ponti di Calatrava si punta a costruire una trama da sogno; ovviamente con un finale strappalacrime (di gioia). —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
