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Reggiana promossa, le pagelle di metà stagione: Varone e Scappini al top

Roberto Tegoni
Reggiana promossa, le pagelle di metà stagione: Varone e Scappini al top

Alvini ha dato gioco e identità alla squadra granata, la società ha avuto il merito di riuscire a cancellare l'onta della caduta nei dilettanti

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REGGIO EMILIA. Che il campionato della Reggiana sia fin qui ottimo è un fatto ormai assodato: terza in classifica, una sola sconfitta e gioco a tratti spumeggiante. Gli artefici di questo buonissimo girone d’andata sono i giocatori – tutti promossi, con alcuni distinguo in positivo – e mister Alvini, anch’egli premiato e riconosciuto come valore aggiunto di un gruppo nuovo che ha saputo incamerare fin da subito le idee del trainer.
Su tutti, spiccano i sei gol e la mentalità vincente di Varone, l’incisività e la freddezza di Scappini, la lucidità e le geometrie di Rossi, l’unicità di Kargbo, l’importanza di Marchi e la solidità della difesa. Vette altissime che senza i gregari non potrebbero essere così alte. Per questo, dopo un campionato così, distinguendo comunque momenti di ombre e di luci, non ci sentiamo di andare sotto la sufficienza con nessuno. Ora spetta anche alla società (promossa) aggiungere tangibilità al sogno cullato da tutti: un sogno chiamato serie B.

DAVIDE NARDUZZO
7 Due mesi sono bastati affinchè le strade del portiere friulano e quelle della Reggiana si ricongiungessero. Le sue prestazioni sono state un crescendo di partita in partita dopo un inizio e una fine di girone d’andata condizionati da problemi al ginocchio. Sempre attento, sicuro in uscita e soprattutto tra i pali con parate decisive. Unica nota stonata, quel pallone sfuggito dalle mani contro il Gubbio.
16 presenze, 13 gol subiti, 6 volte imbattuto, 1440 minuti.

MATTEO VOLTOLINI
6 Il portierone reggiano ha saputo approfittare delle sfortune dei colleghi di reparto sfornando prestazioni più che sufficienti. Oltre alla coppa Italia (così così), ha disputato da titolare tre match di campionato con Feralpi, Virtus Verona e Padova, incassando solo due gol, ma soprattutto mostrando capacità di lasciarsi alle spalle le vicende extracalcistiche che l’hanno visto suo malgrado protagonista.
3 presenze, 2 gol subiti, 1 volta imbattuto, 270 minuti.

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PAOLO ROZZIO
8 Rigenerato, trasformato, tirato a lucido. O più semplicemente il miglior Paolo Rozzio che abbia mai vestito la maglia granata. La cura di mister Alvini fatta di stimoli costanti, abbinata a un po’ di salute in più hanno galvanizzato il “centralone” torinese che dopo tanta sfortuna è tornato a giocare con continuità offrendo prove impeccabili. La contraerea è sua, così come l’incarico di far nascere l’azione dal basso.
18 presenze, 1 gol, 5 ammonizioni, 1574 minuti.

ALESSANDRO SPANÒ
8 Sesta stagione in granata. Sul rettangolo verde senso della posizione, tempismo negli anticipi, marcatura asfissiante e un pizzico di intraprendenza in attacco sono una costante del girone ascendente del capitano che ha avuto il suo apogeo nella prestazione semplicemente perfetta di Modena. Il coraggio è quello di un leone: gli è servito per scegliere una via decisiva, quella di non operarsi al ginocchio. Gli manca solo di tornare al gol.
16 presenze, 3 ammonizioni, 1329 minuti.

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MARCOS ESPECHE

7 Spesso e volentieri, mister Alvini si ritrova a spendere parole di elogio per l’argentino: a destra come a sinistra nel terzetto di retroguardia, oppure mediano, il 34enne di Cordoba si fa apprezzare per il temperamento e per il carattere da leader silenzioso. Non sempre impeccabili le prestazioni in campo, un po’ lento e forse troppo “audace” nelle avventure offensive, ma rapido e concreto nel prendere le decisioni difensive.

18 presenze, 2 assist, 5 ammonizioni, 1138 minuti.

ANDREA COSTA
6,5 Tra alti e bassi, il ritorno a casa del centrale mancino reggiano è stata una bella notizia per tutti. Alcuni vuoti in fase di marcatura non pregiudicano le diverse, solide prestazioni in difesa, con l’abitudine al servizio lungo per le punte che a volte ha portato fieno in cascina. Non sempre al 100% della forma fisica, è comunque perno fondamentale del terzetto difensivo. L’espulsione di Fermo è da matita blu.
11 presenze, 1 espulsione, 4 ammonizioni, 885 minuti.

RICCARDO MARTINELLI
6 Nelle gerarchie dei difensori centrali è stato spesso la quinta scelta, tuttavia l’ex Lucchese, seppur utilizzato a singhiozzo non ha mai fatto mancare il suo apporto. In pochi mesi è passato da sicuro partente ad inizio campionato a indispensabile nell’ultima parentesi di girone. L’espulsione per doppio giallo col Rimini è il ricordo più amaro di una stagione che l’ha visto ben interpretare il ruolo di gregario.
7 presenze, 1 gol, 3 ammonizioni, 1 espulsione, 368 minuti.

LORENZO LIBUTTI
7 Nel girone di andata del pendolino di Melfi si possono distinguere due periodi: uno più intraprendente e sempre pronto ad offendere la metà campo avversaria che lo portano a creare superiorità numerica in attacco e a scodellare diversi cross per gli attaccanti; l’altro, più recente e altrettanto prezioso per l’equilibrio della squadra, con maggiori attenzioni alla fase difensiva. Giocatore cardine dello scacchiere di Alvini.
18 presenze, 1 assist, 1 ammonizione, 1143 minuti.

GABRIEL LUNETTA
7 Una manciata di minuti in sei presenze, di cui solo due da titolare prima dell’infortunio. Ma l’atalantino arrivato in prestito a ferragosto ha lasciato il segno. Attaccante reinventato ala mancina di un centrocampo a cinque, nelle prime settimane è stato una costante spina nel fianco delle difese avversarie. Se difendere è un optional, attaccare e puntare l’uomo sono accessori di serie. Attesissimo il suo ritorno in campo.
6 presenze, 2 gol, 1 assist, 2 ammonizioni, 262 minuti.

NIKO KIRWAN
6,5 Il neozelandese è partito con i fari spenti, da gregario e come cambio di Libutti sulla destra. Col passare delle partite, il suo apporto alla causa è cresciuto esponenzialmente, tanto che Alvini gli ha ritagliato per necessità l’abito dell’esterno di fascia mancina. Giocatore concreto, l’ex Reggina ha mostrato nelle ultime uscite coraggio offensivo inespresso a inizio anno. In fase difensiva ha ampi margini di miglioramento.
16 presenze, 2 assist, 5 ammonizioni, 1091 minuti.

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GIULIO FAVALE
6 Le coraggiose sgroppate di inizio stagione dell’esterno mancino sono un ricordo. Giocava titolare, ma dava “la scia” a Lunetta che entrava dalla panca e faceva anche gol. Dopo l’infortunio dell’atalantino, per il soldatino pisano è iniziato un periodo decisamente complicato, tra scampoli di partita sempre meno corposi e responsabilità forse troppo pesanti. Questa Reggiana ha bisogno di tutti: sufficienza di incoraggiamento.
16 presenze, 1 assist, 3 ammonizioni, 629 minuti.

IVAN VARONE
8,5 Il “Puma” è un giocatore unico nella rosa: non un fulmine di guerra, ma dotato di senso della posizione, tiro da fuori, stazza e mentalità da guerriero. Sei gol (col Piacenza la Lega indica gol di Martinelli) sono frutto della propensione ad inserirsi per vie centrali attaccando l’area, mentre quando c’è da fare legna in mezzo i suoi artigli sono ovunque, nonostante soffra un passo più lento di altri centrocampisti. Serve un pizzico di continuità in più, ma per ora c’è solo da leccarsi i baffi e tenerselo stretto.
18 presenze, 6 gol, 2 assist, 5 ammonizioni, 1453 minuti.

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FAUSTO ROSSI
8 L’allenatore in campo, un faro la cui intelligenza tattica illumina la manovra granata sul terreno di gioco. Quel calciatore che fa sembrare semplice ogni giocata e che tesse la tela di passaggi anche là dove un qualsiasi altro giocatore non vedrebbe lo spazio: rivedersi ad esempio il gol di Marchi a Verona scaturito da un favoloso scambio con Kargbo sulla destra. Cosa manca? La faccia tosta e il coraggio di incidere negli ultimi sedici metri. Sono inezie, ma un gol (e qualche tiro in più) sarebbe la classica ciliegina sulla torta.
18 presenze, 1 ammonizione, 1489 minuti.

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IGOR RADREZZA
7 La scorsa stagione col Crema aveva ammattito i difensori granata in serie D. Arrivato a Reggio con tanti buoni propositi, si è dovuto calare nel ruolo di vice Rossi in mediana faticando a dare qualità nei pochi minuti a disposizione. Il mese di dicembre, tuttavia, ha portato aria nuova in casa della “zanzara” granata: riscoperto trequartista, con fosforo e palleggio ha accorciato le distanze tra due reparti trovando gloria (gol al Piacenza) e continuità di rendimento. Curva di crescita in netta fase ascendente.
17 presenze, 1 gol, 3 assist, 2 ammonizioni, 605 minuti.

LORENZO STAITI
6,5 L’unico granata sempre utilizzato da Alvini in questa prima metà di stagione. Il trainer ne loda l’intelligenza e la duttilità: un jolly in grado di aggredire il primo portatore di palla e di fare da collante tra centrocampo e attacco non disdegnando il tiro da fuori. La generosità, l’acume tattico e la dedizione alla causa della “Iena” sono encomiabili, ma da un po’ di tempo ha perso smalto, offrendo prestazioni a tratti impalpabili. Certamente tornerà utile alla causa, è uno dei leader carismatici della squadra.
19 presenze, 1 gol, 3 assist, 1 ammonizione, 1194 minuti.

MATTEO ZANINI
6 Un altro camaleonte tattico della rosa granata. Agli albori del campionato, l’ex Lucchese era uno dei pochi giocatori che usciva dalla panchina e che poteva dare qualcosa di diverso alla manovra offensiva: verticalità, tiro da fuori, vivacità. Ma dietro le punte ha vissuto anche un periodo di appannamento con presenze da titolare ai limiti della comparsa, nonostante tre legni colpiti, due con la Triestina e uno a Vicenza. Da tre partite, dirottato sulla fascia destra, ha ritrovato brillantezza (e un gol). Coraggio.
18 presenze, 1 gol, 1 assist, 1 ammonizione, 776 minuti.

STEFANO SCAPPINI
8,5 Un gol ogni 111 minuti. A minuti giocati, forse, è il più efficace. A Fano l’unico passaggio a vuoto, a Ravenna un tuffo di testa per l’assist a Varone, mentre a Vicenza e Cesena solo mezz’ora da subentrato. Per il resto, il “Condor” granata ha sempre timbrato il cartellino. Si aggiungano, alla bisogna, altri tre centri in Coppa Italia, per un totale di dieci gol. Il marchio di fabbrica è l’aggressione sul primo palo con tiro al volo, per i rigori invece… La fascite plantare lo tormenta: dopo tanto riposo, la Regia ha bisogno del suo bomber.
11 presenze, 7 gol, 1 assist, 777 minuti.

MATTIA MARCHI
8 Meno appariscente del suo gemello del gol Scappini, ma non meno fondamentale. Anzi, la presenza o meno del “Muratore” romagnolo incide e non poco sulla manovra d’attacco granata, grazie al suo indispensabile lavoro di sponda e di movimento tra le linee di difesa avversarie. Tre assist e sette reti all’attivo (altre due in coppa) firmano un ottimo biglietto da visita, composto anche da polmoni d’acciaio e attitudine al sacrificio. I problemi alla schiena che l’hanno colpito in ottobre per cinque partite sono alle spalle.
14 presenze, 7 gol, 3 assist, 1 ammonizione, 1043 minuti.

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AUGUSTUS KARGBO
7,5 Il “Bimbo d’oro” di mister Alvini è il diamante grezzo della compagnia. Il più coccolato e al tempo stesso il più richiamato dal tecnico toscano. Per l’attaccante nativo della Sierra Leone, i riflettori si sono accesi nella vittoria sulla Triestina (doppietta, primi gol da “pro”). Atletismo unico in squadra, caparbietà e umiltà. Gli spazi larghi lo esaltano, non teme l’uno contro uno né i difensori che lo “picchiano”. Decisivo nelle ultime partite, ha tutto per migliorarsi tecnicamente e caratterialmente.
13 presenze, 5 gol, 3 assist, 1 espulsione, 1 ammonizione, 836 minuti.

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GLI ALTRI
Haruna, Santovito e Brodic. Questi giocatori hanno racimolato, insieme, 236 minuti giocati, con il centrocampista nigeriano leggermente più utilizzato degli altri due. E proprio ad Haruna assegniamo una nota di merito, con alcune uscite “importanti” dalla panchina (a Modena soprattutto). Santovito è un jolly della difesa ha sempre risposto presente, ma si è visto poco. Medesimo discorso si faccia per Brodic: il croato è giunto tra la curiosità di tifosi alla corte di Alvini per sostituire Rodriguez, ma non ha mai realmente avuto la possibilità di mettersi in mostra.

LA SOCIETA’
7 Le iniziative per il Centenario sono state numerose e molto apprezzate dal pubblico. Con l’ingresso di Romano Amadei e di Carmelo Salerno all’interno della compagine societaria, il club granata ha guadagnato in solidità e competenze a livello calcistico, anche grazie al lavoro svolto da Doriano Tosi che ha messo insieme in estate una squadra praticamente ex novo con ottimi risultati. Ora i soci sono tanti, sarà difficile mantenere l’equilibrio e già qualche divergenza emerge sulla gestione campi Albinea/Cavazzoli, ma la sensazione è che si stia costruendo qualcosa di importante.

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MASSIMILIANO ALVINI
8 Fin da subito si è vista la mano del tecnico: tanta corsa, palla a terra e fame di vittoria. La Reggiana è un’auto da corsa che nel “giro veloce” può competere con tutti. Alvini ha spinto al massimo la fuoriserie con carisma, passione e cura maniacale dei dettagli, esaltando le qualità dei singoli in un collettivo nuovo ma già rodato.

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