Roma ko, la Grissin Bon torna a respirare
I biancorossi si rialzano dopo le recenti sconfitte: anche se le chances sono minime, la Final Eight ancora non è perduta
C’è ancora.
Seppur minima e seppur legata a un successo domenica sera con la Fortitudo nella bolgia del pala Dozza , la speranza di accedere alla Final Eight di Coppa Italia c’è ancora.
A tenerla in vita, la vittoria interna contro la Virtus Roma che consente ai biancorossi di tornare a respirare dopo giorni cupi e soffocanti. Le pecche, in realtà, non sono state piallate del tutto, ma il successo contro i capitolini dà nuova linfa al gruppo, oltre a riportare Reggio a due punti dalle prime, magnifiche, otto. Il successo sui capitolini matura in una gara gestita dalla Grissin Bon dal primo minuto nonostante i soliti cali d’intensità difensiva e tante perse. In buona sostanza, il cammino è ancora lungo, al di là delle Final Eight.
doppio lungo
In quintetto la grande novità per provare a dir qualcosa in area: la coppia Owens-Pardon schiarata insieme, con Mekel, Fontecchio e Johnson-Odom che torna nello starting five dopo alcune giornate. Owens, Mekel e poi la DJO e la Grissin Bon è già sul 7 a 1 con Roma che segna solo dalla lunetta. Owens è caldo e appoggia il cesto del +8 reggiano dopo 2’. Scappa Alibegovic che dall’arco infila il primo canestro dal campo degli ospiti.
gara reggiana
È tutta reggiana, la gara. Roma fatica soprattutto dall’arco davanti a una Grissin Bon che, finalmente, dà l’idea di riuscire a tener dietro. Roma non si scuote e alla metà del quarto, Reggio veleggia serena sul 22 a 6, sancito dalla tripla di Fontecchio.
la virtus si rianima
Il gioco da tre di furbizia di Jefferson rianima la Virtus. Con un mini-break di 7 punti, tutto del lungo americano, fissa il punteggio sul 22-13, mentre Reggio fatica in attacco davanti alla zona ospite. In difficoltà, con Roma cresciuta al punto da passare dal -16 al -6, la Grissin Bon trova punti solo dalla riga bianca (1/3 di DJO) con gli errori al tiro che si moltiplicano. Al 7’ Candi spezza il maleficio, per il 25-17. Pardon sigla poi il nuovo +10 (27-17). Dopo due punti di Buford, il finale di quarto è tutto di Leo Candi: 5 punti che portano alla prima pausa sul 31 a 19. Fermato il momento d’oro capitolino, Reggio tiene in mano il match: Upshaw autografa il nuovo +14 (35-21).
Troppo presto per esultare, però. La Virtus dà una stretta alla difesa: i biancorossi pur commettendo errori riescono comunque a tenere un tranquillizzante margine di vantaggio (39-30 al 6’). Roma sciupa la palla del possibile -6. Dopo un paio d’errori dall’arco, Vojvoda trova la tripla del 44-32. Un nervoso Alibegovic firma il -10, prima di beccarsi un tecnico. Qui arriva la magia di DJO che dà il via alla nuova volata reggiana. Al 19’ la Grissin Bon tocca quota 52 grazie a Upshaw che rimette Roma sotto di 16 lunghezze. Il gap s’allarga a 19 punti, sempre grazie all’ala. A chiudere il quarto e a mandare tutti negli spogliatoi è poi l’ex Pini per il 58-41.
a distanza
Roma torna dalla pausa lunga concentrata e, anche se nei primi minuti Reggio la tiene a distanza, qualcosa rosicchia. Al 23’, quando l’antico incubo Dyson, mette il suo primo canestro dal campo che vale il -13 romano (63-50), Buscaglia s’affretta a fermare il tempo.
Resta però sul pezzo, Roma.
Alibegovic e quindi Kyzlink riducono lo scarto (63-55, al 24’). Candi li zittisce con la provvidenziale tripla del +9 ma è evidente che la gara si sia fatta in salita per gli uomini di Buscaglia, con Roma che non molla. Il divario si riduce sul -5 (66-61) con i canestri prima di Kyzlink e poi di Jefferson a suggellare il 18 a 8 capitolino.
ossigeno, di tabella
Da tre, e di tabella, Poeta ridà ossigeno ai suoi. La Grissin Bon ritrova verve, torna a +10 (71-61) ma, ancora, Roma non molla la presa ed entra nel periodo conclusivo sotto di 8 punti: 74-66. Roma torna a zona, violata poi da Mekel per il 76 a 66. A incupire i 3.770 del Bigi ci pensa poi Buford. Dyson s’incattivisce, aiutato da una sanguinosa persa di Mekel, e spinge i suoi al -4.
senza paura
Upshaw, senza paura, mette una tripla dall’elevato peso specifico, cui fa seguire un canestro dai 5 metri per l’85-76 che, con 4’ ancora da giocare, è oro colato. Owens rapina poi una palla fantastica: lanciato in contropiede viene arpionato da Dyson che si becca un antisportivo. Dalla lunetta, il centro dice +10, ma le troppe perse dei biancorossi tengono ancora in vita Roma. A -120” Owens riporta i capitolini sotto di 10. Baldasso lasciato tirare da tre fissa il punteggio sull’88-81, replica DJO e Bucchi chiama minuto. Coi due liberi di Dyson si entra nell’ultimo minuto di gioco. Il quinto fallo manda fuori dai giochi l’ex Sassari con una certa soddisfazione dei tifosi di casa.
Roma continua a non mollare e con Baldasso, letale da tre, va – 6. Mekel viene mandato in lunetta dai falli di Kyzlink e Baldasso e dalle mani del play scaturisce il +8 finale. —
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