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«Il marchio Reggiana piace e attira sempre più sponsor»

R. S.
«Il marchio Reggiana piace e attira sempre più sponsor»

Il socio Cristiano Giaroni parla delle strategie di marketing della società granata: «Il mio augurio per il 2020 e quello di giocarci qualcosa di importante»

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REGGIO EMILIA. In serie D la Reggio Audace ha raccolto sponsorizzazioni per oltre 1,3 milioni di euro. Con il ritorno tra i professionisti quella somma è destinata a salire e l’obiettivo è superare quota due milioni. Segno, inequivocabile, dell’appeal del marchio granata.. Cristiano Giaroni insieme ad altri 6 imprenditori reggiani, nella calda estate del 2018 è stato tra i soci fondatori che hanno fatto rinascere il calcio a Reggio Emilia. Giaroni è un imprenditore filosofo nel vero senso del termine, partendo dalla sua laurea in filosofia ha creato un’azienda di software di successo, la Len Solution, e già prima di diventare socio della Reggiana ne è stato sponsor per molti anni. Lo si può vedere ad ogni partita allo stadio insieme alla famiglia, a riprova che oltre ad essere un imprenditore, il granata è da sempre un affare di cuore: «Rifarei senza alcun dubbio la scelta di far rinascere la Reggiana – ci tiene a sottolineare Giaroni – ad oggi, con l’esperienza maturata in questi mesi, probabilmente farei alcune cose diversamente ma non ho mai avuto dubbi sulla scelta fatta».

Lei è il socio con la delega al commerciale e al marketing, come sta andando la raccolta in questo 2019?

«Sta andando tutto molto bene. Reggio è una provincia con un potenziale enorme e noi dobbiamo essere bravi a coinvolgere gli imprenditori con una progettualità societaria seria e con iniziative che possano dare visibilità agli sponsor oltre ai tradizionali spazi legati allo stadio e alla prima squadra».

Lo scorso anno siete ripartiti da zero, con quali principi è stata ricostruita l’area marketing e commerciale?

«Siamo ripartiti dall’entusiasmo per il nuovo progetto e dalle idee, con la convinzione che fare le cose seguendo una mentalità imprenditoriale e con principi aziendali avrebbe portato i frutti sperati. È stato un anno fondamentale per gettare le basi del lavoro che stiamo portando avanti in questa stagione».

Che risposta avete avuto dal tessuto imprenditoriale, considerando che si ripartiva da zero ed in serie D?

«Da subito abbiamo avuto il supporto delle tante aziende storiche del territorio che da molti anni erano vicini alla Reggiana, e di questo ne siamo grati. La base del nuovo progetto Reggiana è sempre stata la serietà e la concretezza, non volevamo illudere con dei sogni, ma presentare una società solida e seria».

Qual è la filosofia che guida il progetto di marketing della Reggiana?

«Vorrei fare una premessa prima di rispondere, lo scorso anno eravamo un gruppo di imprenditori che lavorando in forte sinergia avevano ridato vita al calcio a Reggio e di conseguenza le decisioni venivano prese di concerto da tutti noi, in questa stagione, con l’allargamento della base sociale abbiamo puntato verso la specializzazione dei compiti, ed ognuno di noi in base alle proprie capacità porta vanti al meglio la delega di cui è stato incaricato. Detto questo la Reggiana porta avanti due filosofie ben distinte: la prima più tradizionale punta a dare visibilità alle aziende che vogliono entrare nel mondo granata attraverso lo stadio e la prima squadra. La seconda filosofia la definirei più progettuale. Vogliamo coinvolgere anche quelle aziende a cui può non interessare il calcio in senso stretto, ma sfruttando l’importanza e la visibilità del marchio Reggiana creare una rete virtuosa di imprese che possano trarre vantaggio dall’entrare nell’universo granata. Vogliamo che il marchio Reggiana diventi veicolo di progettualità in grado di creare valore per le aziende. Questa seconda filosofia è una realtà ancora in divenire che deve essere migliorata e perfezionata, ma in cui crediamo molto».

Che importanza ha per una società coma le Reggiana il legame con il territorio ed i suoi imprenditori?

«Questa società vuole essere lo specchio della città e della provincia. Vogliamo essere il riflesso di chi ha a cuore la Reggiana, con serietà e concretezza, senza fare il passo più lungo della gamba, ma è qui che diventa fondamentale il territorio e chi vuole bene a questi colori,. Abbiamo creato qualcosa che non esisteva solo lo scorso agosto, ed ora siamo terzi in serie C ma con il coinvolgimento di tutti, imprenditori istituzioni e tifosi, possiamo credere di fare ancora di più».

Lei ha anche la delega per il centenario, i tifosi si devono aspettare altre sorprese ne 2020?

«Certamente si, ci saranno tante iniziative che ci accompagneranno per tutto il 2020, ma non voglio ancora svelare nulla».

Che augurio si fa per il nuovo anno?

«Sia da socio che da tifoso, mi auguro di giocarmi qualcosa di importante nelle ultime due o tre giornate di campionato davanti ad uno stadio pieno. Negli ultimi anni sono state poche le occasioni in cui i tifosi hanno potuto riversare la loro passione per un’occasione importante e nel prossimo anno vorrei godermi una giornata speciale circondato dal calore dei nostri tifosi». —

R. S.

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