Gazzetta di Reggio

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L’altro derby con Bologna 

Per la Grissin Bon una Fortitudo in crisi che però in casa non regala mai nulla

Adriano Arati
Per la Grissin Bon una Fortitudo in crisi che però in casa non regala mai nulla

La squadra di coach Martino viene da due ko pesanti Robertson e l’ex Pietro Aradori sono i bomber da temere 

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Esperienza, mani buone e un fattore campo decisivo come nessun altro in Italia. Ha costruito su queste basi un buonissimo girone d’andata, la neopromossa Fortitudo Pompea Bologna.

Domenica vuol mettere la ciliegina a questo attesissimo e sinora produttivo ritorno in serie A, con una vittoria nella sfida della via Emilia si metterebbe in saccoccia pure la qualificazione per le Final Eight di Coppa Italia.

Alle spalle avrà i cinquemila tifosi dell’impianto più caldo e suggestivo d’Italia, il PalaDozza, ancora più motivati del solito dopo le recenti scottature del derby natalizio. Non solo parole, non è solo mistica. Sinora la Fortitudo ha vinto 6 gare su 7 sul proprio campo, mettendo le basi per l’ottimo cammino costruito in questa mezza stagione, e le statistiche parlano di due Fortitudo, vicino e lontano da casa.

Sia la produzione offensiva che la tenuta a rimbalzo e in difesa fanno un notevole salto verso l’alto, sul parquet bolognese. Inoltre, alla Pompea è sufficiente il successo per essere sicura dell’obiettivo chiamato Coppa Italia; discorso diverso per Reggio, che deve vincere – possibilmente con scarto ampio – e poi guardare agli altri risultati. I bolognesi di coach Antimo Martino non arrivano da una settimana facile, con il -32 del derby doppiato dal -20 a Trieste. Una sequenza negativa capitata nella seconda e nella terza gara del giro di una settimana. Non è un caso. La Pompea è costruita su un gruppo di veterani con grande conoscenza del gioco, bravi a trovare i punti deboli delle rivali, ma con un impatto atletico inevitabilmente contenuto. Non è nemmeno un caso che in questo periodo gli elementi più brillanti siano quelli con maggior freschezza, come Fantinelli, Robertson e Sims, rimasto a riposare oltre un mese dopo essersi rotto un dito contro un ferro. Adesso, dopo una settimana di riposo e con la consapevolezza della posta in palio, l’esperienza biancoblù rappresenterà uno dei principali ostacoli da superare per la Grissin Bon. Oltre che l’ennesima prova in corso d’opera sulla propria solidità. Facile immaginare un avvio aggressivo della Fortitudo, in un ambiente assordante ed elettrico. Saper incassare senza affondare sarà fondamentale. Dal punto di vista tecnico, un confronto cruciale è quello vicino al ferro. Henry Sims è l’unico lungo con pericolosità interna, in questa fase sta viaggiando in doppia doppia di media e sa fare canestro in ogni modo, con 210 cm di agilità e buona tecnica. Limitarlo non è facile, ma toglierlo dal gioco riduce parecchio l’efficacia bolognese, costretta diversamente ad affidarsi solo a vie perimetrali. L’altro centro Daniel non ha grande impatto e il venerabile Leunen, ancora molto solido, è prima di tutto un tiratore da fuori. I lunghi biancorossi hanno sicuramente maggior esplosività da sfruttare, anche per provare ad accelerare i ritmi contro una rivale che tende a non spingere particolarmente sul pedale del gas. I punti nelle mani comunque non mancano, grazie alla guardia Robertson e al grande ex Aradori, miglior realizzatore italiano del torneo, sempre in grado di costruirsi un tiro da fuori. Fantinelli è un regista con stazza superiore, che sa usare il fisico, e in casa anche Mancinelli e Cinciarini sanno spesso far male, con malizia e tecnica. —



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