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Basket serie A

La Fortitudo frantuma una Grissin Bon di cristallo

Linda Pigozzi
La Fortitudo frantuma una Grissin Bon di cristallo

Per due quarti Reggio sogna la qualificazione alla Final Eight I limiti caratteriali riemergono con prepotenza nella ripresa

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REGGIO EMILIA  Due quarti per illudersi. Due per avere la conferma degli enormi limiti caratteriali e di gestione tecnica di questa Grissin Bon.

Nel vulcano di piazzale Azzarita, si consuma uno psicodramma totale per i biancorossi che, dopo essersi illusi per una ventina di minuti di poter accedere da settimi alla Final Eight, vengono fatti fuori dalla Fortitudo. Non perde solo l’ultimo treno per la Coppa Italia, la Grissin Bon. Sulle tavole del pala Dozza i biancorossi perdono pure un pezzo di dignità. Superiori per tasso di talento, i reggiani crollano in un ultimo quarto da incubo senza sapersi scuotere caratterialmente.

Alla fine dell’andata, visto l’andazzo e sopratutto visto il valore dei singoli sarebbe il caso di fermarsi a riflettere a livello societario.

L’illusione  Non si fa in tempo a partire che Mekel è già a segno, replica subito in contropiede Johnson-Odom per un 4 a 0 in un niente. La Fortitudo litiga con il canestro, Reggio ringrazia e vola a +6 ancora con DJO. Solo dopo un paio di minuti, Fantinelli riesce a violare il canestro reggiano. Reggio pare però più solida dei confusionari padroni di casa. Ancora Johnson-Odom dai cinque metri rimette dietro gli avversari di sei lunghezze. Si viaggia a buoni ritmi e Bologna comincia a scaldarsi: due efficaci difese e i colpi di Sims e Aradori e la Effe è a -2. Fontecchio da tre getta però acqua sul crescente fuoco fortitudino. Bologna resta pericolosa e Reggio ne subisce l’aggressività: Daniel e Aradori spingono sino al -1 poi, all’8’, Cinciarini dall’arco firma il sorpasso (15-14). Con il pala Dozza che è ormai una bolgia, un provvidenziale gioco da tre di Upshaw rilancia la Grissin Bon. Sims impatta (17 pari) mentre dal pala Verde arriva il finale: la Treviso di Menetti s’è arresa a Varese. Un risultato accolto con un fremito di gioia dai 150 tifosi reggiani in trasferta: in caso di successo sarebbe Final Eight. Al secondo periodo di entra sul vantaggio minimo reggiano (17-19) grazie ai liberi di DJO. Vojvoda ferisce la difesa della F che annulla subito il cesto dell’ungherese con Mancinelli. Sims lo imita e il punteggio è ancora in parità (21-21). Caricata dal tifo rovente, Bologna si prende il vantaggio e lo rende più solido grazie a un 6 a 0 che vale il 27-24, sancito dal canestro d’esperienza del Mancio. Il tutto nonostante i tentativi di Buscaglia che punta anche sulla zona e sul doppio centro per provare a fermare la fuga biancoblu. Il celebrato ex Candi riavvicina Reggio, prima di un nuovo strappo della Pompea. Il +5 alla metà del quarto è una fotografia reale del frangente. Con grinta Reggio torna a strettissimo contatto (31-30 col tap-in di Josh Owens al 16’). E di carattere i biancorossi agganciano gli avversari un minutino più tardi. Jonhson-Odom dice infatti 34 pari. Dopo il time out di Martino, Owens urla il +2.

La caduta  Sul 36 a 38 si entra nel secondo tempo e subito Sims rimette in perfetta parità il confronto, prima che Leunen affondi per due volte il colpo dai 6.75. E’ un triste 8 a 0, cui Reggio che colleziona ferri non riesce a replicare. Il primo canestro biancorosso è di Mekel al 23’ e, davanti alla difesa fisica avversaria, le sofferenze offensive reggiane non si interrompono neppure nei minuti successivi.

Di là, al contrario, il ritmo realizzativo è alto e costante. Dall’arco, Fantinelli dice +10 (50-40). In difficoltà, la difesa reggiana troppo lascia passare. Solo nel finale di quarto, approfittando di un calo fortitudino, Reggio ricuce fino al -6. La Effe resta però sul pezzo e con Daniel, libero da 3, ributta gli ospiti dietro di 9. Vien giù il pala Dozza quando, nel minuto finale, dopo una tripla di Johnson-Odom viene fischiato un (sacrosanto) antisportivo a Cinciarini. Non finisce lì: il coach Martino si becca un tecnico per proteste e di nuovo DJO è in lunetta per il 61-57 che sarà solo effimera illusione.

Dopo un avvio opaco, Aradori affonda la lama nel costato dei reggiani. Il suo 5 a 0, più l’assist smazzato per Sims, valgono il +11. Ma sale ancora più in alto, la Effe. Imbambolata, debole e incapace di reagire, Reggio precipita sul -18 (80-62 al 36’) mandata a fondo dal 19 a 5 bolognese. Un disastro. Non il primo, in stagione. Ci mollano poi del tutto, i reggiani e la Fossa fa festa anche per la Final Eight ritrovata dopo più di un decennio. —
 

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