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Dalla D alla Terza la miglior difesa è del Montecavolo di mister Benetti

REBECCA POLUZZI
Dalla D alla Terza la miglior difesa è del Montecavolo di mister Benetti

Secondo le statistiche di Calcioreggiano.com è dei matildici la miglior retroguardia 

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L’INTERVISTA

REBECCA POLUZZI

Tra le speciali classifiche stilate dal sito Calcioreggiano per questo 2019, spicca quella riguardante la miglior media difensiva, che vede incoronare come capolista il Montecavolo con una media di 0.821 gol subiti a partita.

La squadra, in corsa per il campionato di Prima Categoria nel girone C e allenata da mister Paolo Benetti, è l’unica formazione di tutto il calcio dilettantistico provinciale a primeggiare in una delle voci statistiche. Il Montecavolo ha vissuto un buon inizio di stagione, con tre vittorie e tre pareggi, e al quale è seguito un periodo di difficoltà, con solo due risultati utili su nove partite. Certamente un girone d’andata di alti e bassi, ma che non toglie il merito alla compagine reggiana di spiccare per solidità difensiva e rendere felice mister Benetti, come racconta.

Era a conoscenza del primato della sua squadra come miglior media difensiva?

«Sì ho letto e devo dire che è un bel riconoscimento per il duro lavoro che ogni settimana compiamo in allenamento. Questo però, non deve farci smettere di curare ogni aspetto tattico e soprattutto difensivo».

Un risultato frutto del suo modo di approcciare il calcio?

«Assolutamente sì, ho giocato per diversi anni come difensore e ora questa mentalità la riporto nelle mie squadre. Sono un vero proprio cultore della difesa e ci dedico molto tempo: diagonali, tagli e marcature sono l’abc per i miei ragazzi, che proviamo e riproviamo in allenamento».

Crede che il modulo con cui scende in campo contribuisca alla solidità difensiva del Montecavolo?

«L’anno scorso giocavo con un 4-4-2, mentre per questa stagione ci siamo adattati a un 4-3-1-2 o il 4-3-3 a seconda dei giocatori che ho a disposizione, dati i numerosi infortuni, ma certamente un punto fisso rimane la difesa a quattro, che garantisce più stabilità a tutta la squadra».

Qualche segreto della sua ricetta per una difesa impenetrabile?

«Nulla di sensazionale se non qualche punto fermo. Infatti, nonostante ci sia chi preferisce la difesa a zona nel calcio moderno, io continuo a prediligere la marcatura a uomo. Questo non solo durante l’azione, bensì anche su angoli e punizione, un’attenzione che credo ci abbia aiutato».

Qual è il consiglio che da difensore dà ai propri centrali e terzini?

«Sicuramente di non portare la palla una volta recuperata, ma di scaricarla sul centrocampo che potrà organizzare meglio l’azione. Una volta che il difensore ha neutralizzato l’attaccante avversario ha già svolto il suo dovere e la cosa migliore che può fare, è giocare semplice».

Propositi per la seconda parte di stagione?

«Continueremo a curare l’aspetto difensivo, perché chi mi ha allenato mi ha sempre insegnato che a non prendere goal o comunque subirne pochi, si portano a casa punti». —





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