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parla il capitano 

La diagnosi di Peppe Poeta «Troppo deboli in difesa»

Adriano Arati
La diagnosi di Peppe Poeta «Troppo deboli in difesa»

Il biancorosso prova a individuare motivi positivi anche dopo le ultime delusioni «Il campionato è lungo ed equilibrato, a tratti abbiamo giocato un buon basket»

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REGGIO EMILIA. «Dobbiamo trovare identità difensiva, il campionato è ancora lungo e aperto, ci possiamo ancora togliere delle belle soddisfazioni».

Mantiene alto il livello ottimismo anche in un momento cupo, il capitano biancorosso Peppe Poeta. La sconfitta con la Fortitudo ha cambiato radicalmente il bilancio della prima metà di stagione, con una vittoria sarebbero arrivati settimo posto e Coppa Italia, così ci sono la dodicesima piazza e tanti musi lunghi.

«È il bello e il brutto dello sport, basta una partita per cambiare tutto, con una vittoria saremmo qui a parlare di tutto un altro girone di andata», riflette il playmaker reggiano.

E tocca al capitano parlare?

«Quando le cose non vanno benissimo è giusto essere qui. Siamo una squadra completamente rinnovata, che sta cercando la sua identità, e qualche infortunio in avvio non ci ha aiutato, abbiamo fatto parte della preparazione senza play titolare».

Come in tante vostre sconfitte, a Bologna non tutto è stato da buttare. Cosa vi succede?

«A sprazzi abbiamo fatto vedere dell’ottimo basket, in questo avvio di stagione. Il primo tempo di Treviso, la ripresa con Trieste, due buoni quarti a Milano, il primo tempo con la Fortitudo. Ci manca identità dietro».

Il problema è proprio lì, in difesa?

«In attacco tutto sommato produciamo, siamo fra i primi attacchi del campionato, invece dobbiamo ancora trovare una nostra identità difensiva. Forse individualmente la nostra non è una squadra di grandi difensori, ma una buona difesa di squadra si può costruire».

Da lì si riparte?

«Dobbiamo trovare questa identità, anche per rendere ancora di più in attacco. Con una buona difesa, con i recuperi possiamo correre, e in campo aperto questa squadra ha tante doti da sfruttare».

Dopo metà stagione di mare piatto, iniziano le voci di mercato. Inevitabile?

«Siamo professionisti, sappiamo come funzionano le cose e che ci possono essere voci che riguardano noi giocatori. Qui abbiamo la fortuna di avere due dei migliori dirigenti italiani, Barozzi e Frosini, e ho piena fiducia in loro. Se riterranno di dover cambiare lo faranno a ragion veduta, se manterranno questo gruppo andremo avanti al massimo, la situazione di classifica non è certo chiusa».

Da capitano, sente di dover “proteggere” i compagni?

«Io cerco di fare da collante, questa è comunque una squadra composta da giocatori esperti che sanno come vanno le cose, sanno che i rumori di mercato possono arrivare».

Ha detto che la situazione di classifica lascia spazio a tutto. C’è margine per crescere?

«C’è ancora il tempo per fare tutto, siamo a due punti dal gruppo delle ottave, c’è un intero girone e c’è tantissimo equilibrio. In questo campionato con tre vittorie di fila sei già quinto, se ne perdi tre di fila ti trovi molto in basso».

Bisognerebbe trovarla, questa striscia positiva. No?

«Io sono sempre positivo per carattere, c’è margine per essere ottimisti. Sono dell’idea che si debba pensare a quello che si può fare per la squadra, non a quello che la squadra può fare per noi. Noi adesso dobbiamo lavorare per trovare un’identità difensiva».

La prossima opportunità è in casa, davanti al vostro pubblico. Un pensiero ai tifosi?

«Capisco che possano essere spazientiti, vengono da alcune stagioni non facili e avrebbero sperato in un altro andamento, ma sinora sono stati molto caldi e ci hanno sempre sostenuto. Ci dispiace non ci siano più gli Arzan, erano importanti per noi, ma il pubblico reggiano è sempre comunque caldo e ci darà una mano». —


 

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