Ai granata ora serve uno staff medico che dia sicurezza
Questo il prossimo dossier che la società deve approfondire
IL COMMENTO
MASSIMO SESENA
Vicina alla perfezione come mai era stata negli ultimi anni.
Così smania di apparire la Reggiana plasmata da Max Alvini in questi mesi. E se è vero - come dice Antoine de Saint-Exupéry - che la perfezione si raggiunge quando non resta più nulla da togliere, allora i granata sono davvero vicini a questo traguardo. E questo perché a furia di infortuni e guai muscolari, davvero alla creatura di Alvini resta ogni volta l’essenziale. Al ritorno del figliuol prodigo Zamparo non corrisponderà nessun sacrificio, nessun vitello grasso verrà ammazzato. Semplicemente perché non c’è alcun vitello da sopprimere sull’altare: sono quasi tutti in infermeria direbbe qualcuno. Peccato che alla Reggiana non ci sia alcuna infermeria, perché nella società granata manca proprio questo: una risposta immediata ai quesiti (diagnosi-prognosi) che ogni infortunio porta con sè.
In questi mesi, questo è mancato più di tutto. Più dei gol di Zamparo o delle parate di Venturi: la situazione sanitaria sotto controllo. Sapere - con accettabile approssimazione - quando il giocatore X potrà tornare in campo. In alcuni casi si è avuta l’impressione nettissima che non solo non fosse disponibile uno straccio di prognosi, ma nemmeno una diagnosi. E così, su un binario quasi parallelo a quello dei risultati - invero esaltanti - della squadra si sono snodati gli infortuni dei giocatori. Prima Venturi (l’unico, forse, ad aver avuto, giocoforza, una diagnosi chiara e certa), poi Scappini e Lunetta, due giocatori chiave dello scacchiere di Alvini. Poi Spanò, uscito in lacrime e con un ginocchio massacrato dalla partita contro la Samb e poi riapparso contro ogni pronostico in campo, senza che peraltro fosse chiara la diagnosi. Cosa accomuna questi tre infortuni a cui si potrebbero aggiungere anche gli stop forzati di Narduzzo, Costa, Marchi e Rossi? La loro gestione extra societaria, con i giocatori costretti a un percorso - quasi sempre lontano da Reggio - che da un lato sembra dare i primi frutti, ma dall’altro rischia di non mettere lo staff tecnico nelle condizioni ideali. Anche ieri di fronte agli infortuni (si spera lievi) di due suoi giocatori in allenamento, mister Alvini non ha potuto far altro che sospendere la seduta mandando tutti sotto la doccia anzitempo, evitando così di dover togliere altro dalla “perfezione” già resa essenziale dal lazzaretto granata. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
