«Ca’ Rossa, un successo costruito in quattro anni»
L’allenatore delle bagnolesi Orlando D’Alsazia commenta così la vittoria nelle final four della Coppa Italia di serie C
BAGNOLO. La straordinaria vittoria nella Final Four regionale di Coppa Italia di serie C di calcio a 5 femminile ha portato alla definitiva consacrazione della Cà Rossa Bagnolo, squadra che da alcune stagioni sta cercando di emergere a livello nazionale in questa disciplina. Uno dei principali artefici di questo successo è senza ombra di dubbio mister Orlando D' Alsazia che sin dalla nascita di questo progetto ha lavorato ogni giorno per far crescere il gruppo.
Mister come si è arrivati a questo grande risultato per il calcio a 5 femminile reggiano?
«Questo successo non nasce oggi, ma parte da lontano, quattro anni fa io e la società Bagnolo calcio a 5 abbiamo iniziato un percorso credendo realmente nella crescita del movimento femminile, fino a quel tempo ancora poco considerato, soprattutto nella nostra provincia».
Non ci credeva nemmeno lei?
«All'inizio ero abbastanza scettico su quanto realmente le ragazze potessero approcciarsi in maniera così professionale a questa disciplina, ma già dai primi allenamenti mi sono reso conto di quanto fossi in errore e in un attimo captai che c’erano tutti i presupposti per poter iniziare un progetto importante».
Cosa le ha insegnato questa esperienza?
«In questo quadriennio sono passate tante giocatrici nel nostro team ed ognuna di loro mi ha sempre insegnato qualcosa, ho imparato che le ragazze hanno una determinazione unica, ho scoperto da vicino nuove forme di amore, ho imparato cosa volesse dire realmente la parola passione. Ho scoperto anche che in Italia esistono stupidi pregiudizi sull'attività femminile, che non fanno altro che ostacolare il movimento».
Cosa apprezza di questo gruppo?
«Le ragazze sono sempre state unite e non si sono mai lamentate dei tanti sacrifici ai quali si sono sottoposte, hanno fatto migliaia di chilometri, sfidando qualsiasi evento atmosferico, per esserci sempre, per allenarsi con costanza e determinazione».
Cosa si deve ancora migliorare nel movimento femminile?
«C’è bisogno di ragazze volenterose e ambiziose, di dirigenti preparati e non di “dirigenti” che guardano solamente al proprio orticello facendo credere che ci tengono alla crescita. Se si vuole far crescere il movimento bisogna guardare in alto e non in basso». —
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