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Grissin Bon, i big a rischio

Linda Pigozzi
La Grissin Bon durante un time out al pala Bigi
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La Grissin Bon durante un time out al pala Bigi

La sfida con Brescia potrebbe essere l’ultima gara del team biancorosso con l’assetto attuale

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REGGIO EMILIA. L’anticipo interno di sabato con Brescia potrebbe essere l’ultima gara coi colori della Pallacanestro Reggiana per uno o più giocatori.
La sfida persa in malo modo domenica sera al pala Dozza contro la Fortitudo ha sbattuto violentemente sotto gli occhi di tutti i limiti di una squadra incapace di uscire dall’impasse, tecnico e mentale.
Le problematiche erano note già da settimane, ma nonostante il gran lavoro in palestra non se n’è venuti fuori e la debacle nel tempio di piazza Azzarita ne è dolorosa testimonianza. Tanto più che quella pessima prestazione, conclusa con il successo della Effe per 86 a 69, ha portato la Grissin Bon all’esclusione dalla Final Eight di Coppa Italia.
I risultati delle altre gare dell’ultima d’andata avevano apparecchiato la tavola ai biancorossi, ai quali sarebbe bastato un successo nella notte bolognese per dar via alla festa dopo due stagioni fuori dalla porta della finale a otto.
Il tasso di talento in squadra non manca. La resa in campo non è però all’altezza del valore sulla carta del team.
Equilibri mai trovati, serissimi problemi in fase difensiva, una certa “leggerezza” sotto, carenza di leadership e un attacco parso troppe volte prevedibile, sono i mali di una squadra che ha chiuso il girone d’andata in dodicesima posizione.
Qualcosa, in buona sostanza, va cambiato. E qualcosa, da quanto rimbalza, potrebbe cambiare nel breve periodo.
Mettere sul mercato alcuni dei protagonisti annunciati e mai confermati all’esame del campo, libererebbe risorse per provare a dare l’assalto a uno o più elementi che possano garantire solidità e continuità, elementi sinora mancati in squadra con i risultati disgraziatamente ben noti.
Una riflessione sarebbe stata fatta anche relativamente al tecnico Maurizio Buscaglia che al momento non rischierebbe, nonostante in lui fossero state riposte grandi speranze.
Ma chi realmente rischia? Non i comprimari, pure finiti nel tunnel cupo causa mancanza di un leader, ma i big.
I trascinatori designati non starebbero rendendo come atteso e su di loro sono in atto approfondite riflessioni.
Darius Johnson-Odom non è riuscito quasi mai a far emergere la devastante attitudine da bomber vero quale è sempre stato.
Una certa evanescenza, oltre alla pressoché totale dipendenza tecnica da Gal Mekel, sta caratterizzando le prestazioni di Josh Owens.
Per quanto riguarda il play Mekel a pesare sono le condizioni fisiche. Alle prese ormai da settimane con un’infiammazione al pube, l’ex NBA non riesce ad allenarsi con continuità in settimana e tutto ciò in campo naturalmente emerge.
In attesa di sviluppi, il team prosegue il lavoro di preparazione alla sfida di sabato sera contro Brescia che è possibile possa diventare lo spartiacque della stagione.

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