«Con la Fortitudo abbiamo toccato il fondo Dobbiamo onorare la maglia della Grissin Bon»
L’allenatore biancorosso Maurizio Buscaglia dà l’ultimatum ai suoi giocatori in vista dell’anticipo di domani al Bigi contro Brescia
L’INTERVISTA
LUIGI VINCETI
Battere Brescia per dimenticare subito Bologna. È in sintesi il pensiero di Maurizio Buscaglia che a 48 ore dal match al Bigi con Brescia appare ancora scosso dalla sconfitta subito nel derby con la Fortitudo di domenica scorsa.
«L’ultimo quarto con la Fortitudo è stato inaccettabile da tutti i punti di vista; abbiamo proprio toccato il fondo - esordisce il tecnico della Grissin Bon -. Ora serve una reazione e c’è assolutamente bisogno di fare di più perché Brescia è un team molto solido, sta giocando bene ed è squadra costruita in modo eccellente»
«Quest’anno - insiste - i lombardi sono una bella realtà e i numeri che hanno raccolto ne danno tangibile conferma: sono nei primi posti sia nelle statistiche difensive che in quelle offensive, hanno talento e fisicità, possono alternare differenti assetti. Per vincere servirà da parte nostra un extra sforzo, non solo mentale e tecnico ma anche fisico».
Buscaglia non ha certo dimenticato la caduta al pala Dozza.
«Lì - ammette - abbiamo toccato il fondo, soprattutto nella quarta frazione di gioco quando abbiamo avuto un approccio imbarazzante nella presenza e nell’impegno. Servirà quindi innalzare il livello per non farci mettere sotto dal Brescia e trovarci con le spalle al muro. Nel corso di un campionato ci sta di poter vincere e perdere, ma gli ultimi dieci minuti di Bologna sono inaccettabili. Non dico soltanto per l’amarezza dell’esclusione dalla Final Eight bensì per il modo in cui è maturata la sconfitta. Abbiamo letteralmente smesso di giocare. Non ci si può spegnere fino a questo punto, rassegnarsi solo per un paio di errori nei tiri e nei contrasti. È inaccettabile questo modo di affrontare gli impegni di una stagione mentre, intorno a noi, tutti stanno tifando e dando il massimo, dalla società ai tifosi. È ora di rispondere».
Non si ferma più Buscaglia, solitamente misurato e compassato. Il coach prosegue la sua analisi spaziando un po’ su tutta la stagione in corso.
«All’inizio del campionato può esserci una fase di assestamento mentre si va alla ricerca di un equilibrio. Ora basta, siamo arrivati al giro di boa e non è ammissibile essere ancora così ondivaghi, andare a rimorchio degli altri. È finito il periodo “scolastico”, di apprendimento, e domani sera con Brescia, per vincere, dovremo assumere un atteggiamento coraggioso e cercare dentro di noi la forza per reagire gettando il cuore oltre l’ostacolo. Dovremo soffrire per non far soffrire chi viene al pala Bigi. Queste cose ce le siamo dette con insistenza e sono certo che sarà una gara diversa».
Ma chi ha più di tutti colpe di questa situazione?
«Si cresce e si migliora solo se tutti fanno la loro parte, se i più bravi riescono a trainare anche gli altri. A Bologna abbiamo toccato il fondo. Non basta giocare per 30 minuti e poi “camminare” in campo. Per noi è arrivato il momento di risalire, di dimostrare alla città che il nostro è un club che merita la fiducia che ha sempre raccolto».
Non fa però nomi, l’allenatore biancorosso.
«Dobbiamo fare tutti autocritica, è la squadra che deve combattere, non smettere mai di lottare, non è un problema di singoli ma del gruppo - tiene a rimarcare -. Brescia va affrontata in modo tosto, con concentrazione, battendoci su ogni rimbalzo, con fisicità. La sfida è ad alto livello e il profilo mentale deve essere rapportato all’impegno. Qualche volta abbia mancato di lucidità nella difesa, nei passaggi del pallone. Basta perdere tempo. Posso assicurarvi che abbiamo tutti una gran voglia di fare bene. Ci misureremo con Brescia combattendo, a cuore aperto».
«Tutti - chiude grintoso - devono sentire l’obbligo di vincere per onorare la maglia che indossiamo». —
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