Giacomo Venturi si scrolla di dosso la paura «La Regia ha creduto in me, la ripagherò»
Si avvicina l’esordio in campionato per il portiere che ha rischiato la vita dopo uno scontro in allenamento
L’intervista
Andrea Munari
Centosettanta. Tanto è passato da quando in pochi istanti tutto è cambiato per Giacomo Venturi. Un colpo alla testa durante l’allenamento nel ritiro Di Carpineti, il trasferimento al maxilo-facciale di Parma in elisoccorso e poi la lunga riabilitazione. Ora però il portiere è di nuovo pronto a scendere in campo. «Essere tornato tra i convocati con il Padova è stata un’emozione – ha ricordato un Giacomo Venturi ancora visibilmente emozionato – quando prima della partita il mister ha riunito tutti in cerchio nello spogliatoio ho trattenuto a stento le lacrime».
Come ha vissuto questi mesi in cui ha lavorato per rientrare in campo dopo l’infortunio?
«Dopo aver saputo la gravità dell’infortunio mi sono fissato degli obiettivi. Il primo era quello di stare bene a livello di salute e poi prepararmi al meglio per il ritorno in campo. Ho fatto diversi esami strumentali e tanti colloqui con i medici, sono stati dei mesi davvero intensi. Dopodiché ho iniziato il percorso di riabilitazione e con le prime partitelle in allenamento ho ritrovato la fiducia. Ora sto bene e non vedo l’ora di scendere in campo per ripagare la fiducia della società».
Sono stati mesi difficili per lei?
«Sì. Ero molto motivato quando sono arrivato a Reggio, perché ero stato voluto fortemente nonostante avessi un altro anno di contratto a Ravenna e anche io ho fatto di tutto perché la trattativa andasse a buon fine quindi ora non vedo davvero l’ora di giocare».
In estate però ha rischiato davvero grosso nel ritiro di Carpineti.
«Ho avuto due microfratture con un infossamento del cranio verso il cervello. Si erano creati due ematomi che se fossero andati a contatto con il cervello sarebbe stato un grosso rischio e, non si poteva nemmeno intervenire chirurgicamente perché rischiavo la paralisi. Ora il neurochirurgo mi ha espressamente detto che non corro alcun rischio».
Giocherà ancora con il caschetto?
«Sì, come Petr Cech. È una precauzione soprattutto mentale».
Chi le è stato più vicino in questi mesi di convalescenza?
«La mia compagna, con la quale mi sposerò la prossima estate, i miei genitori, i compagni di squadra e tutta la società visto che il contratto con la Reggiana io l’ho firmato in ospedale».
E ora che è pronto per tornare a giocare?
«La mia compagna è ancora preoccupata e pensa che io sia uno scellerato. Con il passare del tempo spero si tranquillizzerà un po’. Però mi appoggia in tutto e anche lei era motivata tanto quanto me la scorsa estate».
L’esordio potrebbe essere proporio contro la sua ex squadra, il Ravenna.
«Me lo auguro. Credo che il Ravenna sia una squadra da non sottovalutare che sta pagando l’alto livello del campionato. Noi però abbiamo una grande mentalità e anche nel girone di ritorno cercheremo di dominare gli avversari e imporre il nostro gioco».
Che cosa l’ha convinta in estate a venire a Reggio?
«La piazza e la voglia di rilanciarsi della società granata. Da un punto di vista personale è un passo in avanti».
Il direttore sportivo Doriano Tosi ha detto che nel girone di ritorno vorrebbe fare anche qualche punto in più dei 38 fatti finora.
«Il direttore Tosi analizza le cose in modo molto più riflessivo, noi vogliamo provare a vincerle tutte». —
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