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Lotta al razzismo: arruolato Daffe

Jacopo Della Porta
Lotta al razzismo: arruolato Daffe

Lasciò il campo per gli insulti nella partita Bagnolese-Agazzanese, ora la Lega serie A lo assume

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I grandi cambiamenti possono iniziare dai piccoli gesti. Ad esempio, quando una persona che ha sopportato tante volte decide che la misura è colma. Era il 27’ della partita di Eccellenza tra Bagnolese e Agazzanese dello scorso 24 novembre quando il portiere ospite Omar Daffe si assunse la responsabilità di infrangere la consuetudine secondo la quale “lo spettacolo deve continuare”. E così, di fronte a uno spettatore che lo prendeva di mira con frasi razziste e in assenza di un intervento da parte dell’arbitro, uscì infuriato dal campo dopo aver gettato a terra i guantoni.

Il seguito è noto. Il portiere venne espulso e i compagni di squadra dell’Agazzanese tornarono negli spogliatoi e si rifiutarono di proseguire la partita in segno di solidarietà.

Per quel gesto la squadra piacentina ha perso a tavolino ed è stata penalizzata di un punto. Omar Daffe è stato squalificato una giornata. La Bagnolese è stata messa “sotto osservazione” per un anno.

La giustizia sportiva, insensibile a ragioni di opportunità, venne criticata da più parti.

Il gesto di Daffè è però stato il classico sasso nello stagno. Il caso è finito sotto i riflettori di tutti i media nazionali e l’intera Agazzanese è stata anche ospite della tramisione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio.

Già a fine novembre Luigi De Siervo, amministratore delegato della serie A, aveva detto di voler fare di Omar Daffe il volto della lotta al razzismo in Italia. Un problema, quello del razzismo, che provoca anche pesanti danni d’immagine al nostro calcio, finito spesso sui quotidiani internazionali per casi come quelli capitati di recente a Lukaku o Balotelli.

Dalle parole di De Siervo si è passati ai fatti e la Lega serie A ha deciso di istituire un ufficio Antirazzismo e di affidarlo proprio al portiere senegalese, che è stato assunto a tempo indeterminato.

«Il mio lavoro a Milano è appena iniziato - dice Daffe, raggiunto telefonicamente mentre torna nel piacentino per allenarsi -. Da quando è accaduto quell’episodio a Bagnolo sono successe tante cose positive che mi rendono ancora più orgoglioso del mio gesto. Non l’ho fatto pensando a quello che poteva accadere. Sono uscito dal campo perché non mi piace voltare la testa dall’altra parte quando accadono certe cose».

L’atleta classe 1992 aveva annunciato l’intenzione di querelare lo spettatore che lo aveva ripetutamente offeso (che i carabinieri di Bagnolo avevano successivamente individuato). «Ma ho deciso di lasciare perdere. Credo che abbia già avuto una lezione e poi sono fatto cosi, ho pensato che non ne vale nemmeno la pena».

La collaborazione con la Lega serie A è appena cominciata e presto ci sarà occasione di parlare dei primi progetti concreti di sensibilizzazione.

L’Agazzanese è fiera di aver dato il suo contributo a questa causa. «Certo c’è una contraddizione - osserva il direttore generale Francesco Ghidini -. Mi aspettavo che in considerazione di quanto accaduto il giudice sportivo facesse rigiocare la partita invece di penalizzarci. Ma pazienza, siamo convinti di aver fatto bene ad uscire dal campo». —



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