Gazzetta di Reggio

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La Grissin Bon non svolta neppure contro Brescia

Linda Pigozzi
La Grissin Bon non svolta neppure contro Brescia

Non porta a nulla la fiammata finale dei biancorossi Il club continua a scandagliare il mercato in cerca di rinforzi

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La fiammata finale della Grissin Bon ha il valore di un cerino che si consuma troppo in fretta senza rischiarare la notte scura del Bigi. Il recupero negli ultimi minuti del problematico match con Brescia non rende infatti meno difficile il momento della Pallacanestro Reggiana.

Si cambierà, lo si ripeteva anche ieri sera nei sotterranei del pala.

Con Gal Mekel destinato a far le valigie, la scelta era caduta sull’ex Chris Wright che aveva pure fatto sapere di essere disposto a tornare. Ma il club polacco del Torun in cui gioca avrebbe avanzato pretese economiche giudicate eccessive dalla società reggiana. Possibile che si insista, anche se in tarda serata rimbalzava pure il nome di un altro ex, Derek Needham.

Per ora, di nuovo, da leccarsi ci sono ferite profonde. Surclassati a rimbalzo nel primo tempo, affossati fino al -17 nel secondo, i biancorossi si sono espressi come al solito in modo discontinuo. E ancora si deve registrare una sconfitta.

La gara parte a buon ritmo con difese tutt’altro che eccelse e una conseguente facilità realizzativa.

Dopo 3’ il punteggio è di 8 pari. Il primo strappo, Reggio prova a darlo alla metà del quarto: i liberi di Fontecchio, poi un canestro impossibile di Owens valgono il +4 (14-10, al 5’). La difesa di casa è quella che è e un minutino più tardi Brescia ha già riacciuffato gli avversari. Si torna all’equilibrio e, fra sorpassi e contro sorpassi, s’arriva al primo gong sul 22 a 24 per i bresciani, chiusi a zona, che costringono i biancorossi a sciupare due palle d’oro.

Si riparte e Cain dice subito +4, prima che Pardon fermi il tentativo di fuga degli ospiti. Laquintana autografa dai 6.75 il 24-29. Il vantaggio bresciano si amplia: Cain segna il +7 e la tonica Germani non si ferma più. Con Reggio in piena crisi offensiva e fragilissima a rimbalzo, gli ospiti s’involano sul +16 (26-42). Mekel, chirurgico da tre, tampona per un attimo l’emorragia interrompendo sull’11 a 0 il parziale dei lombardi. Due punti di Candi a cronometro fermo e il team biancorosso ha ridotto il gap a 11 lunghezze (31-42 al 17’).

La schiacciata di Owens e una buona difesa sul ribaltamento di fronte dimostrano che la Grissin Bon è viva.

Mekel ci mette il carico con una penetrazione strappa applausi. Il punteggio, a -2’ dalla pausa lunga, è di 35 a 42 e il Bigi, ancora orfano degli Arsan, comincia a scaldarsi sul serio. Lo svantaggio reggiano torna però presto sopra la doppia cifra e si scende negli spogliatoi sul 37 a 48 e un imbarazzante 9-18 a rimbalzo.

S’inaugura con un importante 7 a 0 reggiano il secondo tempo: Candi, poi Vojvoda e Johnson-Odom riaprono il match. Dopo neppure 2’ la Grissin Bon è tornata sul -4 (44-48), spinta da un tifo sempre più caldo.

Accusa il colpo, Brescia. Che pasticcia in attacco fino all’appoggio di Cain che risveglia i suoi. Esposito ordina la zona e in 3’ Brescia veleggia di nuovo sul +10 (48-58). Buscaglia sposta Johnson-Odom in regìa (un segnale?) ma Brescia resta comunque avanti di una decina di punti. Di fisico e d’esperienza, Zerini mette a segno un gioco da tre punti che vale il +13 (53-66). Alla bomba di Fontecchio all’ultimo minuto segue il tiro da sotto da Mekel per il 58-66 con cui s’entra nel periodo conclusivo.

Brescia replica con veemenza, con un 11 a 2 prodotto in poco più di 3’ che fa precipitare i biancorossi sul -17, con legittima disperazione del pubblico del Bigi. Devono passare un paio di minuti di sofferenze prima che la Grissin Bon rialzi la testa. Al 36’ i canestri di Johnson-Odom e Vojvoda ridanno coraggio, colmando lo svantaggio sino al -8 (70-79).

Finalmente comincia a metterci il fisico e a sporcarsi le mani, Reggio. Fontecchio infila la bomba del -6, poi DJO stordisce del tutto i bresciani con l’appoggio del -4, a meno di 2’ dalla fine. In tilt la Germani, manda Johnson-Odom in lunetta. Il suo 1/2 vale il -3. Segue l’appoggio di Abass, a -45”, con l’azzurro che immediatamente dopo stoppa di brutto DJO. Di là la grandiosa tripla di Upshaw risulterà disgraziatamente l’ultimo acuto reggiano.

Il cerino si consumerà infatti presto, lasciando ancora il buio prevalere. —





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