«A 37 anni vesto l’azzurro e sogno le Olimpiadi»
Il mezzofondista Yassine El Fathaoui vive a San Polo ed è diventato cittadino italiano nel 2013 In questi giorni è impegnato al centro federale di Tirrenia nel raduno collegiale della nazionale
IL PERSONAGGIO
aldo spadoni
Tutti hanno diritto a coltivare sogni, ma chi si allena ogni giorno affinché questi sogni si avverino, parte in vantaggio.
È il caso di un atleta di 37 anni che prima è diventato cittadino italiano e poi ha finito per essere tra i migliori mezzofondisti d’Europa, al punto da guadagnarsi la prima convocazione in maglia azzurra.
Reduce da uno splendido tredicesimo posto ottenuto in ottobre alla Maratona di Berlino dove è risultato essere il primo classificato tra i corridori italiani , Yassine El Fathaoui, il 37enne atleta reggiano di San Polo d'Enza che gareggia con il Circolo Minerva Forrest di Parma è stato convocato al raduno collegiale della nazionale di mezzofondo che si sta svolgendo in questi giorni al centro federale di Tirrenia, in provincia di Pisa.
A Berlino, El Fathaoui nel 2019 ha ottenuto la terza prestazione italiana dell'anno nella maratona di Berlino, giungendo 13° assoluto, ma soprattutto con il suo tempo finale di 2h11'08" ha "staccato" il minimo olimpico per Tokyo 2020.
L'atleta che ha ottenuto la nazionalità italiana nel 2013, non è uno strapagato professionista, ma un puro dilettante che dopo il suo lavoro di operaio alla Fornovo Gas di Traversetolo, nel Parmense tutte le sere trova il tempo per potersi allenare per raggiungere un obiettivo straordinario, quello olimpico.
A Berlino aveva un pettorale praticamente "anonimo" per la grande platea dell'atletica mondiale, come uno dei tanti 46mila runners che hanno corso sulle strade della capitale tedesca dove si è assistito al capolavoro di Kenenisa Bekele vincitore con uno straordinario 2h01'41" a soli 2" dal record stabilito da Eliud Kipchoge.
Ultimo risultato di prestigio per Yassine quello ottenuto a fine anno alla We Run Rome sulla distanza dei 10 Km. dove è giunto terzo alle spalle dell'etiope Milkesa Menghesha e a soli 5" dall'azzurro Daniele Meucci; El Fathaoui col tempo di 29'49" ha stabilito nella capitale il suo nuovo personale sulla distanza.
Con il terzo tempo ottenuto a Berlino, El Fathaoui si colloca nel ranking nazionale alle spalle di Yassine Rachik e del portacolori del Centro Sportivo dell’ Esercito Daniele Meucci, precedendo di quasi 3' Eyob Ghebrehiwet azzurro a Valencia e nella gara di Berlino.
Nella recente premiazione svoltasi alla Festa dell'Atletica, il forte mezzofondista ha raccontato come è arrivato all'atletica e quali sono i suoi obiettivi per il futuro, primo tra tutti le Olimpiadi della prossima estate a Tokyo.
Yassine, quali sono le sue caratteristiche atletiche?
«Le mie specialità sono sempre state gare di mezzofondo, mezza-maratona e maratona, ma ora mi sono concentrato sulle gare lunghe perché mi sembra di faticare meno, direi che più corro e meno fatico».
Nonostante sia originario del Marocco dove l’atletica è uno degli sport più importanti, la passione per la corsa, Yassine l’ha presa qui, in Emilia.
«L'atletica per me è tutto - dice - ci sono arrivato grazie ad un mio amico e collega di lavoro che mi ha raccontato delle sue gare domenicali e così un giorno sono andato con lui scoprendo che se mi fossi applicato avrei potuto raggiungere dei buoni risultati tecnici».
Sembra che una corsa senza l’obiettivo della vittoria sia inutile. Lei che ne pensa?
«Prima di ciascuna gara il mio pensiero non è solo quello della vittoria, come penso tutti gli sportivi, ma soprattutto è quello di concluderla nel migliore dei modi; comunque al termine sono sempre contento, se vinco è certamente meglio, se perdo guardo con fiducia al futuro».
Che giudizio dà della stagione che si è appena conclusa?
«La stagione appena conclusa per me è stata fantastica, soprattutto dopo aver ottenuto il minimo olimpico a Berlino ed aver ricevuto i complimenti di un olimpionico come Stefano Baldini che mi hanno fatto capire di aver compiuto una grande impresa».
Ha un altro sogno da esaudire?
« Il mio sogno è quello di lavorare bene come ho sempre fatto in passato, mettendomi a disposizione della federazione e vestire la maglia della nazionale alle Olimpiadi, anche se la strada sarà lunga e difficile». —
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