Sono 66 gli allenatori Csi a lezione dal Parma Calcio
È partito nella sede di via Agosti il corso per aspiranti tecnici Per gli iscritti la possibilità di osservare gli allenamenti della Scuola calcio gialloblù
reggio emilia. Dopo il corso con l’Inter dell’anno scorso, al quale avevano partecipato ben 52 allenatori, quest’anno il Csi si è davvero superato, con la bellezza di 66 iscritti al nuovo corso di base per allenatori di calcio, che darà diritto a un attestato di partecipazione e alla qualifica di allenatore Coni di primo livello per la disciplina del calcio a 11.
Il percorso formativo studiato dal Csi, che terminerà martedì 3 marzo, con tanto di esame finale, quest’anno è stato affidato al Parma, un’altra squadra quindi di Serie A dopo l’Inter, che ha gestito la scorsa edizione.
Gli argomenti del percorso formativo saranno analizzati in sette serate, tutte previste di lunedì sera, che precedono l’esame finale. Inoltre, nella parte conclusiva del percorso, i partecipanti saranno ospiti della Parma Academy, dove si allena il Settore giovanile del Parma calcio, in modo da toccare con mano come si allena un Settore giovanile professionistico.
Lunedì scorso nella sede di via Agosti, il tecnico Gianluca Baschieri, responsabile della Parma Calcio Academy 1913, ha parlato di Settore giovanile, fisiologia, mission e figura dell’allenatore. Lunedì 20, invece, Domenico Gualtieri, responsabile dell’area fisica del Parma Calcio, terrà la prima lezione di Metodologia dell’allenamento, parlando di approccio alle capacità motorie.
«Abbiamo deciso di affidarci di nuovo a una società professionistica - ha spiegato Luca Gualdi, uno dei referenti del corso -. L’anno scorso abbiamo puntato sull’Inter, quest’anno sul Parma. La prima serata è andata molto bene. Il corso prevede momenti di teoria, ma anche di pratica; inoltre tutti gli allievi potranno recarsi dove si allena la Scuola calcio del Parma, per vedere applicati i vari concetti analizzati. L’obiettivo del Csi, quindi, è quello di dare una maggiore istruzione ai propri tecnici, perché possano fare al meglio il loro lavoro nelle nostre società, sia coi grandi che coi ragazzi, ma anche quello di formare prima di tutto persone, poi allenatori, in modo che gli stessi possano contribuire attivamente e positivamente alla crescita dei nostri giovani». —
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