Razzoli si esalta e sfiora la TopTen
A Wengen l’olimpionico di Vancouver chiude 11esimo dopo due ottime manche, domenica Kitzbühel
Il Razzo c’è. Finalmente. E finalmente, per due manche consecutive, l’olimpionico di Vancouver riesce a sciare con grinta e determinazione, precisione e aggressività, senza sbavature di rilievo e facendo correre i suoi sci.
È successo ieri, sulle nevi svizzere di Wengen, dove lo sciatore di Villa Minozzo ha conquistato il suo ultimo podio in Coppa del Mondo (secondo nel 2016, una settimana prima del grave infortunio al ginocchio che subì il 24 gennaio di quattro anni fa).
Giuliano Razzoli, undicesimo dopo la prima manche, ha chiuso lo slalom di Wengen nella stessa identica posizione, undicesimo, appena fuori dalla Top Ten di uno degli slalom più belli e seguiti del Circo Bianco, quello appunto sulla mitica pista di Lauberhorn, vinto dal francese Noel.
Sceso in pista con il pettorale numero 24, quando già la pista era segnata dal passaggio dei concorrenti che lo avevano preceduto al cancelletto di partenza, Razzoli è stato protagonista di un’ottima prima manche. Partito forte, ha controllato la sua sciata sul muro, prima di distendersi nella parte conclusiva del tracciato e chiudere a un secondo e 47 centesimi dal primo provvisorio, il francese Noel, ma non lontano (in termini di tempo) dalle prime posizioni della classifica.
Determinato a fare bene anche nella seconda manche, e a conquistare punti preziosi per la sua deficitaria classifica di Coppa del Mondo, Razzoli si è presentato di nuovo al cancelletto di partenza pronto a dare tutto. E così ha fatto.
Nessun calcolo, questa volta. Nessuna esitazione da parte del Razzo.
Lo slalomista di Razzolo ha retto il confronto con lo svizzero Yule – uno dei più in forma del momento, vincitore degli ultimi due slalom a Campiglio e Adelboden – appena sceso e al primo posto provvisorio dello slalom: partito con un centesimo di vantaggio sul beniamino di casa Yule, Razzoli ne pagava 4 al primo intertempo, per poi tornare in vantaggio di 4 centesimi al secondo rilevamento. Sul muro, il Razzo ha pagato quattro decimi (+0.34) per poi chiudere sul traguardo a 52 centesimi da Yule, terzo, alle spalle anche del francese Grange, l’altro veterano dello sci, protagonista di una splendida rimonta: dal 22esimo al nono posto finale.
Papabile, già al traguardo, con i dieci migliori della prima manche che ancora dovevano scendere in pista, dello sciatore reggiano, che da tempo cercava un acuto. «Sono contento del risultato – ha commentato l’olimpionico 2010 – dopo un inizio di stagione complicato, durante il quale ho avuto problemi e non riuscivo a trovare la sciata giusta. Qui a Wengen ho fatto due buone manche: la prima ottima, la seconda buona». Il Razzo guarda già a domenica prossima, su una pista dove spesso ha fatto bene ma dove è rimasto anche vittima di un grave infortunio: «Kitzbühel la amo – conclude – Anzi è un amore e odio, perché lì mi sono infortunato nel 2016, ma cercherò di fare meglio di oggi (ieri, ndr». —
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