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La Reggiana si mangia le mani regala il pari con un erroraccio

Paolo Belotti
La Reggiana si mangia le mani regala il pari con un erroraccio

Scappini porta avanti i granata, poi Venturi combina un pasticcio nel tentativo di scartare un avversario

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Uscire dal Turina con l’intera posta in palio in tasca sarebbe stato importantissimo, ma allo stesso tempo difficilissimo, dato che quest’anno i Lupi sono stati sconfitti a domicilio solo una volta, nell’episodico 1-3 di settembre col Fano.

Eppure alla Reggiana stava riuscendo il blitz, con una prova di determinazione, organizzazione tattica e volontà. Soprattutto ci ha messo umiltà, per circa un’ora, la squadra di Alvini nel tentativo di strappare i tre punti e tenere testa al Vicenza.

Invece un pizzico di presunzione e di voglia di comandare il gioco, unita alla caparbietà della Feralpisalò, hanno giocato un brutto scherzo alla Reggiana.

L’errore di Rozzio e Venturi spiana la strada al pareggio gardesano, in un momento in cui nessuno se lo sarebbe aspettato. E nel finale il portiere ritorna protagonista, stavolta in positivo, perché evita la beffa in pieno recupero, compiendo un miracolo su Scarsella.

Il punto del Turina consente ai granata di restare al secondo posto (acciuffati dal Carpi che nel pomeriggio aveva vinto a Cesena) e di conservare il numero “uno” alla casella delle sconfitte. Però l’ennesima vittoria del Vicenza, che sta facendo campionato a parte, manda i berici a +7 sulle inseguitrici e immaginare di scalfire la leadership dei biancorossi appare sempre più difficile.

Perché la gara di ieri sera dimostra che la soglia dell’attenzione deve essere sempre alta, inversamente proporzionale a quella dell’errore che preferibilmente andrebbe tenuta bassa. Tanto che è bastata una piccola disattenzione fra difensore e portiere (concorso di colpa fra i due) per mandare all’aria una vittoria che appariva meritata.

Già, perché nel primo tempo la Reggiana ha costruito tutti i presupposti per passare in vantaggio, mettendo in campo quelle che sono le sue armi migliori, pur nelle difficoltà.

Alvini ricaccia via l’emergenza (fuori Marchi, Costa, Narduzzo e lo squalificato Zamparo) con una mediana di fantasia e un tridente mascherato in avanti, dove Kargbo e Scappini sono ben assistiti da Staiti.

Alla Reggiana versione primo tempo manca di fatto solo il gol, dato che i tiri in porta non latitano. De Lucia, nei primi 5’, ha già detto di no a Staiti e Kargbo, al 18’ ci prova Lunetta con un tiro-cross che non trova la deviazione di nessuno nell’area piccola.

Carraro deve immolarsi per evitare di capitolare sul tiro a botta sicura di Staiti (25’), mentre Scappini poco dopo la mezz’ora non riesce a dare forza e precisione al colpo di testa su suggerimento di Varone.

A chiudere la prima frazione è una ripartenza veloce che però lo stesso terminale offensivo non conclude come dovrebbe.

Un monologo assoluto dei biancorossi nel primo tempo, in cui è mancato solo il gol. Che arriva in avvio di ripresa, dove a cominciare meglio è la Feralpisalò. L’inzuccata di Scappini, che anticipa tutti su un calcio d’angolo, dà vita a un’altra partita e toglie le prime certezze che stava acquisendo l’undici di Sottili.

Invece la frittata servita da Rozzio e Venturi all’incredulo e testardo Tirelli complica tremendamente i piani di una Reggiana che cerca il rimedio.

Radrezza sfiora di poco lo specchio (27’), sempre da corner stavolta Varone è meno fortunato e colpisce la traversa.

Ma nel finale, Scarsella in tuffo manca il colpaccio solo perché a salvare gli emiliani c’è Venturi con una strepitosa parata. I portieri tolgono e danno, da ieri la Regia lo sa ancor di più. —



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