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Una valanga azzurra In Bulgaria il podio parla soltanto italiano

Daniela Cotto

Curtoni vince la discesa libera, poi Bassino e Brignone È la quarta tripletta nella storia della Coppa del Mondo

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Magia rosa. L’Italia più forte di sempre centra una storica tripletta in discesa a Bansko, in Bulgaria, su una pista difficile e selettiva che sembra un lungo gigante. Vince Elena Curtoni, 28 anni di Cosio Valtellino, al primo successo in carriera dopo tre podi e tanti gravi infortuni. Per dieci centesimi batte Marta Bassino, che ha ingranato una marcia in più e ora si fa valere anche in libera (primo podio in questa specialità). Terza (a 0"14) l’inarrestabile Federica Brignone. Che squadra, quella delle ragazze. Brillano, di risultati e di luce. Una stagione eccellente con sei successi e il podio numero 17. E che spettacolo in pista. Le azzurre portano entusiasmo, rilanciano lo sci. Sul tracciato che porta il nome di Marc Girardelli si concedono anche il lusso di riscrivere la storia con il trionfo numero 90. La tripletta di ieri è la quarta nella storia della Coppa del mondo e arriva a poco più di due anni da quella, sempre in discesa, di Bad Kleinkirchheim con Goggia-Brignone-Fanchini.

Bassino, 23 anni, ricorda invece quella delle Finali di Aspen nel 2017, lei c’era, finì terza alle spalle di Brignone e Goggia: «Era la mia prima volta, un’emozione incredibile e le sensazioni di questo podio sono simili». Ieri ha alzato l’asticella con un ottimo secondo posto in discesa, la prima volta a segno nella specialità. Rimasta in testa alla gara a lungo, la cuneese è stata superata poi dalla Curtoni, partita con il numero 28. «Che sofferenza restare lì seduta aspettando le altre. Prima Federica mi ha fatto venire il batticuore perché ha preso due rischi pazzeschi, poi è arrivata Elena e mi ha scippato la vittoria. Però è stata un’emozione incredibile. La polivalenza? Continuo su questa strada ma domani torno. Salto il fine settimana di Sochi. Non vedo l’ora di stare un po’ a casa a dormire», aggiunge Bassino. Brignone canta a squarciagola ma, finita la festa, non nasconde un pizzico di delusione: «Ho buttato via la vittoria in almeno due occasioni, con due errori che mi hanno limitato fortemente. Ma qui ho vissuto emozioni forti da condividere con le mie compagne. Mi era già capitato a Bad Kleinkirchheim e Aspen, sono fiera di far parte di questa squadra».

L’elenco delle cifre positive dell’Italia rosa è interminabile. Ed il confronto con la tripletta di 24 anni fa con Compagnoni-Panzanini-Kostner nel gigante di Narvik è scontato. Ma questa Italia allenata da Gianluca Rulfi e coordinata nella velocità da Giovanni Feltrin non ha un colosso come la Compagnoni ma con Bassino, Brignone e Goggia ha un trio di altissimo livello e le altre, come Marsaglia e Delago, inseguono e crescono giorno dopo giorno. In questo weekend è mancato l’apporto di Sofia Goggia, caduta nella prima libera di venerdì: l’oro olimpico in discesa, a causa della leggera contusione a gamba e caviglia destra, non gareggerà neppure nel SuperG di oggi . —



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