Il nuovo acquisto Will Cherry «Giocherò per Kobe e per Reggio»
«La sua morte mi ha sconvolto: non sapevo del suo legame con questa città» E sul suo ingresso in biancorosso dice: «La difesa è il mio punto di forza»
REGGIO EMILIA. Ha le idee chiare, Will Cherry: giocare per Kobe Bryant ed aiutare la squadra a raggiungere obiettivi importanti.
Cherry, cosa porta il suo arrivo alla Grissin Bon?
«Sono un giocatore che fa della difesa la sua forza, mentre in attacco posso sia gestire i ritmi che prendere soluzioni individuali. Mi ritengo un atleta versatile».
Cosa le ha chiesto coach Buscaglia?
«Di essere me stesso, giocando la mia pallacanestro. Sono appena arrivato e voglio imparare, anche se mi ritengo già abbastanza esperto per adattarmi velocemente ad un nuovo contesto».
Che idea si è fatto del campionato italiano?
«Prima di venire a Reggio non guardavo molte partite, se non attraverso qualche video sui social dei miei colleghi. In questi giorni mi sono però voluto informare maggiormente, e ho notato la grande qualità del reparto esterni: in Serie A ci sono grandi campioni, quindi è anche una sfida personale per mettermi alla prova».
E sulla Grissin Bon?
«Ho rivisto le due partite vinte contro Trento e Cantù: mi è sembrato un collettivo che muove bene la palla, trovando protagonisti diversi in attacco. Questo è molto importante perché permette di non essere prevedibili; anche in allenamento ho potuto notare queste caratteristiche di circolazione e smarcamento, oltre ad una solida difesa».
Lei e Johnson Odom avete caratteristiche simili: coesistenza possibile?
«Io posso giocare con chiunque senza alcun tipo di problema. Di Darius apprezzo la mentalità, mi piace molto il suo modo di giocare e di allenarsi. Ci troveremo bene insieme».
Ha giocato sia in Nba che in Eurolega…
«Due avventure che mi hanno fatto crescere molto come maturità, permettendomi di giocare con veterani e campioni di altissimo livello».
Nel 2015 venne a Reggio da avversario: cosa ricorda del PalaBigi?
«Un palazzetto piccolo ma rumoroso, con un’atmosfera entusiasmante. La partita fu giocata punto a punto, e la Grissin Bon riuscì a spuntarla anche grazie al fattore campo. Il ricordo non può quindi che essere positivo».
Hobby?
«Leggo tanto, e mi piace ascoltare dei discorsi motivazionali. Quando ho un po’ di tempo libero guardo Netflix e chiamo la famiglia, sentendo mia figlia che tra qualche giorno compirà un anno. Amo rilassarmi bevendo un bicchiere di vino rosso».
Il fatto di giocare nel club in cui è cresciuto Bryant è uno stimolo in più?
«Avevo già firmato il contratto prima di sapere della notizia, ma la tragedia di Kobe aggiunge una motivazione extra; ero a conoscenza del suo passato italiano, ma non pensavo che questo club fosse proprio la Pallacanestro Reggiana: per me è un onore». —
Nicolò Valli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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