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rugby: sei nazioni 

L’Italia debutta a Cardiff Smith punta sulla difesa

Stefano Semeraro
L’Italia debutta a Cardiff Smith punta sulla difesa

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A secco da cinque anni nel Sei Nazioni - ultima vittoria contro la Scozia a Edimburgo nel febbraio 2015, poi 22 randellate consecutive -, l’Italia da oggi a Cardiff contro il Galles (ore 15,15 su Dmax)) ci riprova cambiando sistema. Via Conor O’Shea - che ci ha piantato in asso prima della scadenza - e dentro Franco Smith, ct sudafricano a orologeria, arrivato per fare da vice ma promosso capo allenatore per forza maggiore almeno per la durata del torneo; fuori il monumento Sergio Parisse, che tornerà per dare l’addio alla Nazionale contro l’Inghilterra, e benvenuto Luca Bigi, il nuovo capitano.

Anzi: il gestore di un «capitanato diffuso», la nuova moda nel feroce rugby di vertice in cui ormai le partite - usurantissime - si giocano in 23 vincendole con i rincalzi, e che richiede specializzazione e organizzazione, non solo muscoli e carisma.

«Non so se definirlo proprio “diffuso”» dice Bigi, reggiano, 28 anni, perito aziendale con competenze da informatico che gioca in prima linea da tallonatore a Treviso e parla facile come un manager. «All’interno della squadra però c’è un gruppo ristretto che si fa carico delle varie fasi di gioco: touche, difesa, mischia ordinata». Dei capo-area, insomma, capaci di rispondere all’amministratore delegato. «Nel rugby di vertice serve che siano in tanti a prendersi delle responsabilità. E il fatto di avere attorno dei compagni in grado di farlo mi dà più tranquillità. Diciamo che io sono il loro portavoce».

Ritorno alle basi

Al resto deve pensare coach Smith, che ha giocato in Italia (anche due anni insieme a Parisse a Treviso) e allenato la Benetton prima di tornare in patria con i Cheetas. E quindi ci conosce benissimo. O’Shea aveva provato, inutilmente, a innestare un’anima più strutturata e movimentista alla Nazionale, con Smith si torna alle basi. «Che non vuole dire fare catenaccio – dice –, ma insistere su quelli che sono tradizionalmente i punti di forza dell’Italia: la difesa, la mischia».

Intanto oggi rischia il modulo con il doppio regista (Allan apertura e Canna centro) e fa debuttare Niccolò Cannone in seconda linea. «Positivi anche voi, mi raccomando», sorride Bigi indicando i giornalisti. Dopo cinque anni di passivo secco, speriamo in un rosso moderato. —



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