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L’analisi 

La macchina quasi perfetta di Max Alvini che si arrabbia perché il diavolo è nei dettagli

Roberto Tegoni
La macchina quasi perfetta di Max Alvini che si arrabbia perché il diavolo è nei dettagli

I granata devono migliorare nella gestione dei vantaggi che spesso li espongono a finali al cardiopalma come quello contro il Fano

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Quello che conta è fare punti, non importa come. È questo, in estrema sintesi, uno dei concetti espressi da Doriano Tosi nell’intervista qui sotto . E la Reggiana di questo girone di ritorno pare prendere alla lettera la volontà del suo direttore sportivo.

Cosa va. Anche in estrema difficoltà, la truppa di Alvini racimola punti e questa è senza dubbio una delle note più positive di questo nuovo anno. E lo scriviamo all’indomani della vittoria col Fano, partita mai in discussione a parte gli ultimi cinque minuti in cui il bel gol marchigiano ha fatto riapparire i fantasmi già incontrati nel girone di andata contro le cosiddette “piccole”. Reggiana finalmente grande anche con le ultime, a cui ha già regalato troppi punti salvezza.

Uno dei punti di forza della nuova Reggiana post mercato invernale è sicuramente la panchina lunga. Con Marchi e Scappini “abbonati” alla infermeria, avere in scuderia un bomber come Zamparo permette di mantenere pericolosa la Reggiana in avanti, recuperando senza troppi patemi gli attaccanti infortunati. E il discorso non vale solo per Zamparo, che pare non essersene mai andato da Reggio, con tre gol fatti (in ballo il quarto a Imola, ufficialmente considerato autogol) due annullati e il solito lavoro a tutto campo. Lunetta può considerarsi un nuovo acquisto e col Sudtirol ha portato immediatamente il suo apporto con l’assist per l’Arciere. Favalli e Serrotti sono giocatori di categoria, affidabili e soprattutto con personalità giusta per entrare in un gruppo rodato senza incrinare equilibri interni. Anzi. E poi Valencia (che deve ancora dimostrare il suo valore) e Pellizzari, atleti già formati che rimpolpano la rosa al posto di giovani o giovanissimi usciti a gennaio. Alvini ha davvero la possibilità di scegliere.

Cosa non va. L’hanno sottolineato nel dopo Fano, Rozzio e Alvini. Arrabbiati per aver preso gol nel finale. La Regia può e deve migliorare nella gestione dei finali. È vero che il dna della squadra porta i granata ad essere sempre propositivi, cercando di fare un gol in più che prenderne uno in meno. Ma come già visto a Salò la vittoria di un campionato passa anche dalla lettura di questi dettagli.

Dettagli, per l’appunto. Perché con 51 punti in 24 partite, in altre stagioni, la Reggiana sarebbe prima e staccata di diverse lunghezze dalle inseguitrici. Invece la classifica parla di -5 dal Vicenza, che in difesa è un vero bunker. Mancano 14 partite al termine. Si va a Carpi per fare punti, non importa quanti siano né come arrivino, per dirla con Tosi. La continuità premierà la regina del girone B. —





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