La Vanoli Cremona lo dimostra Grissin Bon ancora incostante
Partiti col botto, domenica i biancorossi hanno subìto troppo nel secondo quarto Fisicità e assist: il buon esordio del play/guardia Will Cherry lascia ben sperare
Persa nel secondo periodo, più che per quell’ultimo tiro sulla sirena di Reggie Upshaw finito sul primo ferro, la partita di Cremona ha reso ancora più cupo il nebbioso lunedì reggiano.
Per atteggiamento, grinta ed efficacia, il primo periodo della sfida al pala Radi resterà fra i meglio giocati della stagione dai biancorossi.
Cremona ha subìto e subìto, finendo doppiata alla prima sirena 18 a 36. Mai in lunetta (per fortuna, viene da dire visto la serata non propriamente produttiva dalla riga bianca), i reggiani di Buscaglia hanno sfoderato un attacco letale, dominando pure sull’altra metà del campo. Nei primi 10’, la Grissin Bon ha tirato con il 57% dall’arco e col 75% da due.
A “devastare” Cremona sono stati principalmente Darius Johnson-Odom e Simone Fontecchio: 13 punti il primo con 5/13 dal campo, 10 il secondo con un esaltante 4/5 dal campo.
Altra musica, invece, nel secondo periodo. Lì, la reazione cremonese - attesa, peraltro - ha stordito Reggio che ha dilapidato quasi totalmente i 18 punti di scarto che aveva accumulato. La forza d’urto del trio di casa Happ-Saunders-Diener ha portato la Vanoli ha mettere insieme un parzialone da 31 a 14 (20 subiti dai biancorossi nei primi 5’) che ha riaperto il match. Senza che i reggiani riuscissero a bloccare in qualche modo la risalita avversaria.
In quel frangente, come sottolineato dal coach Buscaglia a fine gara: «Cremona correva e noi ci siamo schiacciati, mentre avremmo dovuto alzare la linea difensiva».
Sul 49-50 per Reggio è iniziata la ripresa e lì la battaglia s’è fatta serrata. Non particolarmente esaltante, il terzo periodo, intenso sì ma spezzettato, s’è chiuso con un parziale di 18 a 16 per Cremona con Reggio incapace di riavvicinarsi anche alla lontana alle stellari percentuali da tre dei primi minuti del match. Perso lo smalto, calati pure fisicamente, i biancorossi le hanno prese nell’ultimo periodo da Diener e Matthews, capaci di metterne18 in due negli ultimi 10’, fino a quell’ultimo tiro di Upshaw, respinto dal ferro sulla sirena.
La gara al pala Radi ha rappresentato anche l’esordio di Will Cherry, che male non ha fatto. Giocatore ben diverso da Gal Mekel, ancora in cura a Dublino, Cherry ha portato muscoli, velocità ma pure alcuni interessanti spunti tecnici come passatore.
Alla sua prima volta in biancorosso ha prodotto 7 assist e 3 punti (1/4 dal campo). Ovvio che, con una settimana scarsa di allenamenti col gruppo, l’intesa con i compagni è ancora tutta da perfezionare ma pare già piuttosto evidente che la fisicità del giocatore potrà venir utile al team.
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