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«La Bagnolese è carica la Folgore depressa Ma in un derby di calcio niente è scontato»

Luca Cavazzoni
«La Bagnolese è carica la Folgore depressa Ma in un derby di calcio niente è scontato»

Il doppio ex Vacondio fa le carte alla sfida di Eccellenza del Valeriani «Mister Gallicchio sta tirando fuori il meglio dal suo gruppo» 

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L’intervista

Luca Cavazzoni

Domenica al Valeriani ci sarà il derby tra Folgore Rubiera San Fao e Bagnolese, di conseguenza è Ivano Vacondio il doppio ex più indicato a fare le carte al match tutto a tinte reggiane. L’imprenditore però non sarà presente, dando priorità al suo impegno di opionionista televisivo. «Sarò al Cabassi di Carpi a seguire la Reggiana - attacca Ivano Vacondio - dato che poi lunedì ne sarò tra i commentatori ad Appuntamento Sport».

Che derby sarà?

«La situazione è diversa rispetto al girone d’andata, anzi gli scenari sono ora completamente cambiati. Sulla carta il pronostico è scontato, anche se nel calcio di già certo in avvio non c’è mai niente. Alcuni episodi potrebbero scompaginare tutto, ma la classifica ed i valori in campo sono ben delineati».

La Folgore Rubiera San Fao è penultima.

«Cercheranno di fare l’impresa, ma al momento non è solo la classifica a preoccupare. Sotto l’aspetto dei risultati l’ambiente è depresso, inoltre non abituato e non pronto ad una situazione di tale difficoltà. Non me ne vogliano gli amici che ho da quelle parti, ma il loro umore non è certo dei migliori».

Invece la Bagnolese è capolista.

«Hanno dalla loro un grande entusiasmo, di testa stanno bene. L’aspetto mentale è fondamentale, porta a correre il doppio ed a moltiplicare le forze senza rendersene conto. E poi sono certo di una cosa, non commetteranno la sciocchezza di sottovalutare l’impegno».

A dicembre la Folgore Rubiera San Fao è stata stravolta.

«Mi dispiace, specie per quei dirigenti da sempre animati da passione e da voglia di fare calcio. Ero convinto che potessero disputare il loro solito campionato, cioè quello di stare nelle prime tre o quattro posizioni. Poi c’è stata un’involuzione. È ovvio che poi gli obiettivi cambiano, ora devono essere bravi a non mollare».

La Bagnolese è la rivelazione della stagione?

«Bisogna farle i complimenti, quanto fatto finora è incredibile. I risultati sono straordinari il doppio, dato che stanno ripetendo quelli strepitosi della scorsa annata. Se per due stagioni di fila stai ai vertici non è casualità, ma significa che ci sono valori importanti. Sono stati bravi nonostante alcuni problemi, come quelli legati allo stadio ed al ricambio dirigenziale. Un grande applauso va al direttore sportivo Michele Vigliotta che ha costruito una rosa al risparmio, ma anche a mister Claudio Gallicchio molto bravo nel tirare fuori il meglio dal gruppo. Ora può succedere di tutto, perché non stiamo parlando di uno sport individuale dove vince sempre il più bravo. Il calcio è uno sport di gruppo complesso e complicato, sono l’ambiente e le motivazioni a fare la differenza».

Chiudiamo con un accenno al suo album dei ricordi?

«Come allenatore, a Rubiera ho cominciato e finito. Peccato per gli spareggi per la Serie D, che col Sasso Marconi ci sono stati scippati. Un salto di categoria avrebbe forse messo in difficoltà la società, ma noi attori volevamo andarci fino in fondo. Poi la stagione dopo è arrivata la Coppa Italia, che non era mai stata vinta. Bagnolo è la parte migliore del mio curriculum, abbiamo centrato risultati importanti e storici in Eccellenza e in Serie D». —





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