«Non si può escludere un futuro in Yamaha per mio figlio Nicolò Bulega»
Davide, ex pilota del Mondiale e papà del talento reggiano «Pronti per la prima stagione con il Gresini Racing Team»
Tante le novità nel prossimo campionato mondiale di Moto2, che vede ai nastri di partenza per il secondo anno consecutivo Nicolò Bulega.
Il pilota di Taneto di Gattatico, che una volta lasciato lo Sky Racing Team si è accasato al Gresini Racing. Di tutto ciò ne parla l’ex pilota del mondiale e padre del talento, Davide Bulega, da sempre vicino a Nicolò e che con ogni probabilità anche in questa stagione collaborerà con il Team Italtrans sempre nella kermesse iridata.
Come Nicolò sta preparando il Mondiale?
«Si sta allenando come un vero professionista. È seguito con attenzione da Davide Carli, un ottimo preparatore atletico, ma sopratutto, un grandissimo motivatore».
Come le è sembrato il nuovo team sia dal punto di vista tecnico sia per quanto riguarda quello uman?
«Tecnicamente non mi permetterei mai di giudicare, ne adesso è neppure in futuro, in quanto di meccanica ho solo un'infarinatura generica, umanamente mi sembrano molto “friendly” un po’ quello che ci serviva».
Che ruolo avrà quest’anno?
«Ho formato una squadra di professionisti di altissimo livello, dal manager Alberto Martinelli, all’avvocato Federica Costa, ai consulenti fiscali, al preparatore atletico, poi ci sono io che faccio un po’ il coordinamento e assisto Nicolò nei Gran Premi».
Con il team Italtrans continuerà la sua collaborazione?
«Stiamo trattando, la volontà da entrambe le parti c’è, ci siamo trovati molto bene, anche se Nicolò mi ha chiesto espressamente di concentrarmi su di lui, perché sarà un biennio importante, a presto arriverà la mia decisione».
Come vive da genitore le gare?
«Si entra in uno stato psicofisico complesso, indefinito, carico di emozioni, di paure, di cui però avverti anche un vero e proprio piacere».
Parlando di Moto GP cosa pensi della decisione di Yamaha di ingaggiare Quartararo al posto di Rossi nel biennio 2021/22?
«Da tifoso di Valentino, provo tristezza a pensare che nel prossimo futuro non sia più in pista, visto che ha fatto la storia del motociclismo, è una leggenda e ce l’abbiamo noi, è un italiano che ci ha invidiato tutto il mondo, tuttavia però, non è highlander e la Yamaha ha fatto certamente bene a non farsi sfuggire Fabio, che oggi è considerato da tutti un fenomeno, ma lo era anche qualche anno fa, quando molti appassionati e addetti ai lavori dicevano che era finito».
A suo avviso, come si ventila nei box del mondiale, Vale Rossi potrebbe andare in Petronas?
«Potrebbe anche essere, se va molto forte quest’anno, ma se non farà benissimo e Luca Marini invece quest’anno fosse leader in Moto2, presumo sia più probabile che la moto la diano a lui».
A questo punto perché non entrambi i fratelli?
«Con Petronas non ne sarei così sicuro, se invece fa un team VR46, lo darei per scontato; sarebbe un altro colpo mediatico importante che porterebbe benefici ai media, TV, pubblico e addetti ai lavori».
La Yamaha ha una collaborazione con VR46 per i piloti dell’academy, non siete un po’ pentiti di essere usciti?
«Nell’Academy sono molti i piloti e anche il più piccolo cresce d’età velocemente, i posti in Motogp sono pochissimi e le Yamaha non sono infinite, ci sono già Morbidelli e Bagnaia, il prossimo turno immagino sarà Marini».
Quindi per suo figlio Nicolò esclude un giorno di andare in Yamaha?
«No nel mondo delle due ruote ci sono sempre sorprese che nessuno a priori può immaginare, se Nicolò andrà forte in Moto2, a mio avviso si aprono molte opportunità e se Yamaha avesse una moto non credo che non possa aprire un dialogo, ad esempio Vinales e Quartararo non sono piloti della VR46 Academy ». —
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