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Vale non scende dalla moto «Smetto solo se vado piano»

Matteo Aglio
Vale non scende dalla moto «Smetto solo se vado piano»

Il fuoriclasse si racconta alla vigilia della nuova stagione e del quarantunesimo compleanno 

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l’intervista



I flash scattano all’unisono e investono Valentino non appena la serranda del box Yamaha si apre. Un rituale che Rossi conosce bene: la tuta immacolata, la moto con i nuovi colori e un sorriso di circostanza. Sembra un normale inizio anno, ma sarà l’ultimo per il Dottore nella squadra in cui ha passato 15 anni della sua carriera: nel 2021 non ci sarà più posto per lui. Viñales e Quartararo saranno il futuro e il Dottore dovrà trovare passare nel team Petronas se vorrà continuare una storia che si sta avvicinando al finale.

Valentino, è stato sorpreso quando Yamaha le ha chiesto di decidere il suo futuro prima ancora dell’inizio della stagione?

«Sinceramente no, ho iniziato a pensare a questa eventualità dallo scorso ottobre. Le prestazioni di Quartararo sono state impressionanti al suo debutto in MotoGp e questo ha cambiato le carte in tavola, altrimenti avrei avuto più tempo per pensare. I risultati in pista fanno la differenza e i miei nel 2019 non sono stai buoni».

Si è sentito in qualche modo tradito?

«Hanno fatto la scelta più logica, Viñales e Quartararo sono stati più veloci di me. Non credo che mi abbiano mancato di rispetto perché non mi hanno lasciato a piedi, ma offerto una moto uguale a quelle ufficiali, solo in un altro team. Due anni fa avevo risposto di sì alla stessa domanda, ero sicuro di volere continuare a correre, questa volta non ero pronto a farlo. La cosa peggiore sarebbe stato rimanere solo per tenere il mio posto e poi scoprire di non essere più competitivo».

I 41 anni che compirà il 16 febbraio pesano particolarmente?

«Non sono più giovane, corro da 25 anni e questa vita può diventare molto pesante. Nella MotoGp attuale devi fare sacrifici per tutto l’anno, l’85% del tuo tempo è occupato da allenamenti in moto e in palestra, da pubbliche relazioni, da eventi».

Come si sopporta tutto questo?

«Correre è un grande stress per tutti, ma se ti chiami Valentino Rossi lo è ancora di più. Non fraintendetemi, ma per me un gran premio è una rottura continua fatta di impegni, tifosi, non posso nemmeno camminare per il paddock. L’unica cosa che mi piace è andare in moto».

Semplicemente andare in moto?

«No, correre ed essere competitivo, lottare almeno per il podio. La mia motivazione per continuare nasce dai risultati, senza è meglio smettere. Ora sono padrone del mio destino e del mio futuro, posso decidere».

Quando lo farà?

«Ho tempo, nessuna fretta. Aspetterò di scoprire il mio livello e quando sentirò di essere pronto prenderò le mie decisioni. Penso che potrò farlo durante l’estate, ma non voglio fissare una data».

Ritirarsi pur essendo competitivo è un’idea che non la sfiora?

«È una possibilità, sarebbe bello smettere andando ancora molto forte. Però ho paura che la MotoGp e le corse mi mancheranno molto, anzi ne sono sicuro, per questo il mio obiettivo è continuare nel caso fossi competitivo».

Però, per farlo, dovrebbe accettare di andare in seconda squadra.

«Yamaha mi ha garantito lo stesso supporto e la stessa moto che ho ora, quindi si tratterebbe solo di cambiare i colori della carena. Il team Petronas è un’ottima struttura, molto seria, e per me sarebbe importante restare sulla M1. Per un pilota non è mai facile cambiare moto, ancora più per me in questo momento della carriera».

Con la VR46 è già in Moto2 e Moto3, potrebbe entrare in MotoGp.

«L’idea mi piace molto, ma ci mancano i soldi per farlo (ride). Scherzi a parte, quella che abbiamo è la dimensione giusta per la nostra azienda, in MotoGp tutto diventa più difficile. Meglio affidarsi a Petronas».

Facciamo del fantamercato: chi vorrebbe come compagno di squadra: suo fratello Luca Marini o Lorenzo?

«Ho sentito molto parlare di Jorge in questi giorni e io stesso ho insistito con Yamaha perché diventasse nostro collaudatore, sapevo sarebbe subito tornato veloce sulla M1. Sarebbe bellissimo riunire la squadra Rossi-Lorenzo dopo molti anni, ma il pilota che merita di più quel posto è quello che lo ha già, Franco Morbidelli». —





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