A Chamonix finisce male per Giuliano Razzoli fuori nella prima manche
No, per Giuliano Razzoli la trasferta di Chamonix è finita male. Non è riuscito infatti a completare la prima manche quando ormai era in vista del traguardo e si è dovuto arrendere perché ha inforcato una “porta” mentre si preparava all’accelerazione finale.
Rammarico per lui, fans e famigliari che nella notte lo avevano raggiunto per incitarlo. E non certo una consolazione il fatto che anche altri atleti della nazionale azzurra come Maurberger e Vinatzer abbiano patito la stessa sorte.
La pista, con una blanda pendenza, non sembrava eccessivamente impegnativa ma la tracciatura con diversi cambi di ritmo richiedeva molta attenzione; poi il passaggio dei primi concorrenti (Razzoli si è presentato al cancelletto di partenza con il pettorale numero 22) ha inciso sul fondo ghiacciato con una “barratura” ma di limitato spessore per le scarse nevicate di questa stagione; non c’entrano nemmeno gli attrezzi che il “Razzo” ha cambiato poche settimane fa. E’ stato solo un “incidente”, una inforcata che rientra nei rischi di questo sport e che purtroppo fa il paio con il notturno di Schladming di fine gennaio. Peccato, ma è inutile arrabbiarsi.
Ora la Coppa del Mondo di slalom si prepara ad una lunga trasferta.
Il prossimo impegno è infatti in programma il 23 febbraio a Nigata Yuzava Naeba, in Giappone, sperando che il Sol Levante gli sia più amico.
Razzoli dovrà andare alla ricerca di punti per riprendere la corsa verso le prime venticinque posizioni nella classifica di specialità. L’obiettivo, infatti, è quello di partecipare anche alle finali di specialitò di Cortina che si svolgeranno a metà marzo. Ora l’olimpionico di Vancouver è sì dentro ai primi trenta ma fuori dal target.
Con l’obiettivo qualificazione nel mirino, il campione di Villa Minozzo si appresta quindi ad affrontare la prova in Giappone, deciso a riscattare le recenti delusioni. —
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