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«Non siamo dei mediocri e sapremo ripartire dopo questo pesante ko»

Cristiana Filippini
«Non siamo dei mediocri e sapremo ripartire dopo questo pesante ko»

Il tecnico Max Alvini invita tutto l’ambiente a reagire dopo la scoppola «L’uscita di Igor Radrezza ha inciso sulla nostra prestazione» 

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Il mister

La Reggiana perde meritatamente a Carpi con un passivo pesante e il tecnico Max Alvini è il primo a non cercare scuse. «È stata una sconfitta meritata - ammette con la solita onestà intellettuale - contro una grande squadra».

Adesso si deve andare alla ricerca dei motivi che hanno portato a questa batosta.

«È stata la classica giornata no, figlia di una serie di episodi negativi».

Però fino al gol del pareggio sembrava una Reggiana in palla. Poi cosa è successo?

«Fino ad un certo punto avevamo la partita in mano poi ce la siamo complicata da soli. E lì è cambiato tutto: abbiamo preso il secondo gol in modo ingenuo perché la palla l'avevamo noi. Dispiace ma è una sconfitta che ci può servire per crescere ulteriormente. Dopo sconfitte di questo genere se una squadra è mediocre non si riprende, ma noi non siamo una squadra mediocre e ripartiremo».

È sembrata una Reggiana diversa, che non partiva mai palla al piede. È stata una vostra scelta?

«Abbiamo fatto fatica nella costruzione, abbiamo provato a cambiare ma non siamo mai stati liberi di poter esprimere il nostro gioco. Alcuni giocatori non erano al meglio ma questo non può essere un alibi».

Soprattutto dopo un risultato di queste proporzioni.

«Ha vinto il Carpi meritatamente. Noi dobbiamo ripartire e correggere gli errori che abbiamo fatto. La squadra esce da questa partita con l'idea di fare tesoro delle cose che non sono andate».

Mister lei sostiene spesso che possono essere gli episodi a decidere una gara. Cosa è successo nel momento dell’infortunio di Raddrezza?

«Il giocatore è svenuto e in quel momento il medico ha richiesto subito la sostituzione perché il ragazzo aveva perso i sensi. Una volta uscito si è ripreso ma dopo negli spogliatoi ha avuto un nuovo mancamento tant'è vero che è stato portato in ospedale».

L’uscita di Radrezza è stato l’episodio chiave della partita?

«Sicuramente quell’episodio su di noi ha inciso. Quel gesto di nervosismo (pugno alla panchina, ndr ) non ha fatto bene alla squadra perché ci ha tolto un po’ di lucidità e ci ha disturbato».

C’era stata alla vigilia la sensazione che potesse succedere tutto questo?

«Assolutamente no. Anzi, era stata la miglior settimana di lavoro di tutta la stagione. Sabato alla rifinitura la squadra l’avevo vista benissimo. Non c'era niente che ci facesse pensare a un epilogo di questo genere. Ci poteva stare di perdere ma non così. È come se al 30esimo avessimo chiuso la porta e fossimo usciti dalla partita».

Guardiamo il bicchiere mezzo pieno: è la seconda sconfitta in 25 giornate di campionato.

«Questa è una sconfitta che fa male nei numeri perché cinque gol sono tanti, però la squadra è seconda in classifica. Adesso recuperiamo alcuni giocatori ma ne perdiamo altri. Ma adesso è il momento delle riflessioni. Aggiungo una cosa: mi dispiace per i tifosi perché l’ambiente era straordinario ma ripartiremo e ne sono sicuro perché se lo meritano questa squadra, questa società e questa città». —

Cristiana Filippini

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