Patron Amadei non fa drammi «Può capitare»
Scintille in tribuna: l’ad del Carpi Stefano Bonacini se la prende con due giornalisti e interviene la polizia
Finisce con il Cabassi in macerie. Nel senso che al quinto gol del Carpi, l’esultanza del pubblico di fede biancorossa ha fatto metaforicamente crollare l’impianto di via Marx.
Uno stadio che ha tuttavia espresso ancora una volta al meglio la passione e il tifo dei supporter granata, giunti in massa per questa trasferta fuori porta.
Amadei sereno
«Abbiamo perso una partita, mi sembra che siamo ancora secondi e bisogna accettare anche i risultati negativi». Conciso e sorridente, patron Romano Amadei commenta così la “manita” del Carpi alla Reggiana mentre esce prima del triplice fischio finale.
Tra i tifosi reggiani in tribuna c’è amarezza. Qualcuno azzarda addirittura l’espressione che una sconfitta per 1-0 è una sconfitta allo stesso modo di un 5-1.
Vai a spiegarlo a quegli altri 2400 che sognavano di cavalcare la mini-crisi del Vicenza capolista, che quasi incredulo, con uno scialbo pareggio a Pesaro riesce comunque a guadagnare un punto sulla seconda in classifica, la Reggiana appunto.
sindaco in trasferta
Vaglielo a spiegare a quei tifosi che sempre ci sono, che si Carpi o che sia Fermo, che «abbiamo perso una partita».
Per dirla col sindaco di Reggio Luca Vecchi, presente in tribuna, «ci sono giornate che nascono male e speriamo che questo sia solamente un episodio. Per il resto, complimenti al Carpi – conclude il primo cittadino – penso comunque ci siano tutte le condizioni per superare questa brutta giornata».Quindi è vero, «abbiamo perso una partita», ma cinque gol sul groppone pesano da morire. Nonostante tutto, la marea granata che ha invaso Carpi ha trovato la forza per applaudire comunque questa squadra al termine del match. Un match che per larghi tratti ha ricordato una battaglia, con otto ammoniti e un espulso sul rettangolo verde.
Scintille in tribuna
Battaglia in campo, battaglia in tribuna. Perché anche sugli spalti il clima si è acceso. Specialmente in tribuna, dove tifosi ospiti e locali si sono mischiati. Ma non è stata l’opposta fede ad accendere la miccia. Ci ha pensato l’ad e socio di maggioranza del Carpi, Stefano Bonacini, che, da quanto emerge dai testimoni diretti, al secondo gol del Carpi, è andato a esultare in modo molto esuberante davanti a un collaboratore della testata televisiva locale Trc, che poi ha lasciato l’impianto, lamentando anche un danno alla sua giacca. Poi l’imprenditore se l’è presa con un giornalista del Carlino Reggio che stava riprendendo la scena. È servito l’intervento della polizia per calmare gli animi. A fine gara un po’ di tensione all’esterno con un tifoso granata, un po’ su di giri, che se l’è presa con una troupe televisiva: anche qui la presenza della polizia ha evitato il peggio.
Carpi aggressivo
Bonacini ha poi commentato orgogliosamente la vittoria a fine gara, mentre lasciava il Cabassi assediato dai tifosi locali che gli stringevano la mano: «Dopo la brutta figura di Rimini, ho messo la squadra in condizione di reagire – ha spiegato il patron del Carpi – siamo una squadra forte che non può permettersi la presunzione. Per il primato ci siamo anche noi».
Conclude il presidente granata Luca Quintavalli: «Ci dispiace soprattutto per il pubblico che è venuto a sostenerci. Non siamo riusciti a giocare a calcio e onore al Carpi che ha lottato con il coltello tra i denti. Ci rifaremo sicuramente – chiude – speriamo che questo sia solo un punto nero in un mare bianco». —
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