Il reggiano Fontanesi domina onde e vento e vince il titolo italiano
Il 19enne primo nella specialità Big Air categoria Senior e terzo nel Freestyle Senior, la premiazione a Malcesine
REGGIO EMILIA. Davide Fontanesi, 19 anni, ha conquistato il titolo italiano 2019 nella specialità Kiteboard Big Air categoria senior e il terzo posto nella categoria Freestyle Senior. La premiazione si è svolta a Malcesine sul lago di Garda.
Il kitesurfing (o kitesurf o kiteboarding o più comunemente “kite”) è uno sport velico, nato nel 1999 come variante al surf e consiste nel farsi trainare da un aquilone (“kite”), che usa il vento come propulsore e che viene manovrato attraverso una barra, collegata al kite da sottili cavi (quattro o cinque) detti “linee”, lunghi tra i 22 e i 27 metri.
Davide Fontanesi, 20 anni il prossimo 15 marzo, pratica questo sport da quando aveva 12 anni.
È il suo primo titolo italiano?
«Sì, per la prima volta sono salito sul gradino più alto. Nel 2018 avevo conquistato un secondo e terzo posto».
In cosa consiste la prova?
«Devi fare sette manovre anche se i giudici ne tengono valide solo quattro, il tutto in sette minuti».
Quali sono le difficoltà di questo sport?
«Occorre mantenere un buon equilibrio e il perfetto controllo del kite, poi devi calcolare la velocità del vento e prendere l’onda giusta».
Da quanti anni pratica questo sport?
«Da sette anni. Ho iniziato seguendo le orme di mio padre Stefano. Per i primi anni mi sono allenato in Sardegna, poi mi sono trasferito sul Lago di Garda per far parte del Maselli Kite School che ora mi segue in tutta la mia attività, anzi anche io lavoro per loro. Sono affiliato a questa scuola di kitesurfing«.
Tutti possono praticare il Kitesurfing?
«Occorrono almeno dieci ore di pratica, poi è possibile praticare questo sport senza problemi».
Lei però ha rimediato qualche mese fa un infortunio abbastanza serio.
«Mi sono rotto un piede e un polso ma può succedere in qualsiasi sport. Se segui le regole e non vai oltre non ti può succedere niente ma se superi il limite è pericoloso».
Lo consiglierebbe?
«È divertente e ti dà un senso di libertà. Cavalcare le onde è magico».
Ma è uno sport praticato?
«Fino a qualche anno fa era sconosciuto e veniva praticare quasi esclusivamente in America, Australia, Brasile ma ora si è molto diffuso anche in Italia, soprattutto al Lago di Garda, in Sardegna e nei luoghi dove c’è vento».
Èuno sport olimpico?
«Fa parte della Federazione italiana vela e a livello giovanile è uno sport olimpico».
Lo pratica da professionista?
«Non mi alleno tutto l’anno perché ho iniziato una attività con mio padre. È possibile praticare questo sport da professionista ma quando arrivi a 35 anni devi passare a fare l’istruttore».
Gli amici cosa le dicono?
«Quando vedono dei filmati mi dicono che sono un matto. Rispondo che è uno sport sicuro, anche se non facile».
Obiettivo per il 2020 è difendere il titolo?
«Ci provo». —
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