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Rally dell’Appennino in nome di Alessandro Foglio Bonacini

Alessandro Zelioli
Rally dell’Appennino in nome di Alessandro Foglio Bonacini

L’edizione 2020 dedicata alla memoria dell’imprenditore scomparso un anno fa Carbognani (Grassano Rally Team): «Sarà come avere Alle ancora con noi»

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Sono tanti coloro che non hanno dimenticato Alessandro Foglio Bonacini il 37enne imprenditore scomparso a maggio 2019, con la passione dei motori e delle corse in particolare. Quella passione che lo aveva portato in pista e a sostenere le corse, rally dell’Appennino in particolare.

Amore, passione e amicizia sono il filo conduttore che ha portato la famiglia a creare il “Trofeo Alessandro Bonacini”, in sinergia con gli organizzatori del Grassano Rally Team, che sarà di grande impatto emotivo nella quarantunesima edizione del Rally dell’Appennino Reggiano che si disputerà il 21 e 22 marzo.

«La decisione di intitolare questa edizione del rally ad Alessandro - racconta Alen Carbognani, presidente del Grassano Rally Team - era già presa. Ma sentivamo che era poco. La nostra amicizia andava ricordata con qualcosa di più concreto e duraturo. Per questo, quando la sua famiglia ci ha comunicato la medesima volontà, trovare il modo è stato semplice. Lui ha dato un contributo essenziale alla crescita dell’Appennino Reggiano, oltre che dimostrarsi amico vero, in ogni occasione. Questo trofeo sarà come avere ancora Alessandro tra noi. Lo dico con emozione e commozione: Alle sarà sempre con noi».

Che Bonacini sarebbe stato ricordato dal mondo dei motori non era cosa scontata e che a farlo siano stati i familiari, trovando terreno fertile nel gruppo di sampolesi del Grassano Rally Team che in diverse occasioni hanno dimostrato sensibilità e riconoscenza, rende questo trofeo, non banale.

Il premio, infatti, verrà assegnato al miglior pilota Under 27 iscritto all’International Rally Cup in gara su Peugeot 208 (R2B), con un cospicuo riconoscimento: cinquemila euro. Una idea che permetterà di attuare anche i pensieri del giovane scomparso che come vivace ed appassionato sostenitore, cercava di lavorare per il futuro della competizione, affinché garantisse spazio anche ai giovani piloti.

«Alessandro era mosso da un entusiasmo e da una voglia di vivere incredibili - ha testimoniato la sorella Monia -. Era impegnato su tanti fronti: famiglia, attività professionale e passioni personali, tra le quali ovviamente i motori. A tutto si dedicava con una carica incredibile e sempre con massima attenzione e sensibilità verso il prossimo. Tra i suoi desideri c’era quello di offrire ai giovani piloti di talento la possibilità di crescere ed esprimersi. Questo trofeo nasce con la ferma intenzione di portarlo avanti nel tempo e con l’auspicio che rappresenti uno stimolo ed un trampolino di lancio per qualche giovane rallysta». —



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