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Bis d’oro per la Wierer ai Mondiali di Anterselva Doro nella storia: «Ma mi sento ancora piccola»

A.DOL.
Bis d’oro per la Wierer ai Mondiali di Anterselva Doro nella storia: «Ma mi sento ancora piccola»

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ANTERSELVA. La valle del biathlon risplende di nuovo d’oro grazie alla sua campionessa. Se non fosse bastata l’apoteosi di domenica col trionfo nell’inseguimento, Dorothea Wierer ieri ha preso la mira e centrato il secondo oro nei Mondiali di Anterselva, l’Eden in cui la 29enne finanziera è nata e cresciuta. Nell’individuale, la gara più antica della disciplina, aveva commesso un errore per ciascuno dei primi due poligoni (costati 2 minuti di penalità), poi ha aggiustato la mira e filato lesta sugli sci, beffando per l’inezia di 2”2 Vanessa Hinz e ammutolendo la grande maggioranza dei tifosi tedeschi presenti alla Südtirol Arena, che speravano di festeggiare il primo oro di questa rassegna iridata.

Solo per un istante Doro li ha illusi, poi ha pensato che quella era casa sua e che voleva far suonare un’altra volta le note dell’Inno di Mameli nella Medal Plaza di Anterselva di Mezzo. Lungo il tracciato, gli allenatori l’hanno sospinta verso l’oro bis, il terzo in carriera ai Mondiali dopo quello dello scorso anno nella mass start in Svezia in cui non doveva nemmeno partire dopo una congestione. Dal bosco spunta fuori il dt azzurro Fabrizio Curtaz: «Doro capolavoro. Ha una gran testa e si gasa a gareggiare davanti al suo pubblico. Ora si va avanti così, coi piedi ben piantati nella neve».

A suon di coppe (grazie al successo di ieri è sempre più leader della graduatoria generale) e medaglie ha trascinato in prima pagina il biathlon in Italia. C’è chi la paragona alle leggende invernali del passato come la fondista Stefania Belmondo e la sciatrice Deborah Compagnoni (che domenica le ha mandato un messaggio), le uniche azzurre a trionfare due volte nella stessa rassegna. Doro se la ride e ammette: «Mi fa piacere portare il tricolore in alto in uno sport di nicchia, però loro le vedo più grandi, mentre io mi sento molto più piccola. Sono contenta che il biathlon sia un argomento di conversazione nei bar, perché regala emozioni fino all’ultimo metro. Chi lo scopre, si appassiona, speriamo che la passione duri a lungo». E lei si sta divertendo a far impazzire l’Italia con le sue imprese sulla neve. Con l’argento di giovedì scorso nella staffetta mista, ha già inanellato tre medaglie nei Mondiali di casa e non ha intenzione di fermarsi. Ci sono ancora tre cartucce iridate da sparare, la prima già domani nella staffetta single mixed con Lukas Hofer: «Vediamo cosa scelgono gli allenatori, sono loro i capi. Mi piacerebbe farla perché mi sento abbastanza bene». Se ne sono accorti tutti della forma mondiale di Doro.

A.DOL.

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