Da Fontecchio a Cinciarini la Grissin Bon rilancia tutti
La convocazione in Nazionale dell’ala biancorossa è il suggello di ottime prove ma è lungo l’elenco dei giocatori che arrivati a Reggio Emilia si sono rigenerati
REGGIO EMILIA. Una casa tranquilla per rinascere e ripartire. In queste ore Simone Fontecchio si prepara al ritiro con la Nazionale, un ritorno alla maglia azzurra figlio anche delle ultime eccellenti prestazioni. Non è l’unico atleta ad aver trovato nella maglia reggiana un porto sicuro dopo esperienze complesse, negli anni la società biancorossa si è costruita la fama di realtà solida ed allo stesso tempo in grado di rilanciare atleti che venivano da momenti difficili.
CINCIA, PER ESEMPIO
L’esempio più chiaro e più brillante si chiama Andrea Cinciarini. Dopo un periodo brillante a Montegranaro, nel 2011 per il play pesarese arriva la grande occasione, con Cantù impegnata in Eurolega. L’esperienza finisce negativamente, anche a livello di morale, tanto che a Reggio “Cincia” approda in origine come elemento per la panchina.
L’incidente automobilistico di Dawan Robinson, titolare designato, cambia decisamente il mondo, per Reggio e per Cinciarini, diventato nei suoi anni biancorossi uno dei migliori play del campionato, Mvp dell’Eurochallenge e protagonista principe della cavalcata conclusa a gara 7 della finale scudetto. Poche ore dopo la sconfitta più dolorosa della storia biancorossa, “Cincia” trova l’accordo con Milano, un addio controverso che tanti tifosi ancora non hanno digerito. Dal 2015 è all’Olimpia Milano, di cui è diventato anche capitano oltre che elemento preziosissimo per lo spogliatoio. Un bel salto.
ARADORI E GLI ALTRI
Anche il citato Dawan Robinson è rinato proprio a Reggio. Dopo tre stagioni devastate dagli infortuni, nel gennaio 2011 firma un contratto con la Trenkwalder desolatamente ultima in A2 e assieme a Troy Bell contribuisce alla salvezza ottenuta all’ultima gara sotto la guida di Max Menetti. Confermato nella stagione successiva, assieme a Donell Taylor domina dalla prima gara regalando a Reggio una bellissima promozione nella massima serie.
Nel giugno 2012 lo scontro in autostrada lo costringe a lunghi mesi di stop, ma quanto fatto vedere in precedenza gli vale tante chiamate europee di buon livello sino al ritiro del 2017.
Si torna all’annata della promozione anche per un reggiano doc, Fabio Ruini. Dopo una buona carriera in A2 fra Ferrara, Fabriano e Roseto, nel 2011 era passato a Latina, fra i Dilettanti. Nel novembre di quell’anno, Reggio lo chiama per rimpolpare la panchina e lui risponde alla grande, decidendo diverse gare nella cavalcata conclusa con la promozione. Nel giugno 2012 le strade si separano, ma il brillante campionato disputato gli vale l’ingaggio in serie A con Cremona, voluto da coach Caja.
Sempre per restare all’ultima fase biancorossa, anche Pietro Aradori e Andrea De Nicolao si possono parzialmente inserire nel discorso, anche per via del cammino similare. Arrivati insieme nel 2015, entrambi hanno salutato nel 2017, portando in saccoccia la seconda finale scudetto e la Supercoppa italiana. Al momento dell’accordo con la Grissin Bon, Aradori era reduce da una stagione frastagliata, iniziata al Galatasaray e conclusa a Venezia dopo un passaggio all’Estudiantes Madrid. Il biennio biancorosso lo ha riconfermato uno dei migliori attaccanti italiani disponibili, favorendo poi il passaggio a Bologna. De Nicolao, invece, si era “auto-retrocesso” accettando nel 2014 la corte di Verona dopo l’esperienza a Varese. Con Reggio si è ritrovato a giocare per il bersaglio grosso e ad affermarsi come un difensore di primissima fascia. Dal 2017 è a Venezia, non lontano da casa, affidabilissimo uomo d’ordine della Reyer, con cui ha ottenuto uno scudetto, la Fiba Europe Cup e la recentissima Coppa Italia. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
