«Per conquistare i playoff la Grissin Bon combatterà fino alla fine»
Basket serie A, il capitano Poeta approfitta della pausa per fare il punto «Abbiamo reso sotto le aspettative, ma vogliamo dare una svolta»
l’intervista
linda pigozzi
«Stiamo un gruppo che ha mille difetti, che magari non ha reso secondo le aspettative, ma che non s’è mai tirato indietro quando c’è da lavorare, che ci tiene moltissimo a dare una svolta positiva a questo campionato».
Chiusa in palestra, approfittando della pausa per la Final Eight di Coppa Italia prima e per le sfide della nazionale ora, la Grissin Bon lavora in vista della volata finale della stagione. Dopo l’allenamento di ieri, il capitano Peppe Poeta fa il punto in vista dell’ultima, decisiva, parte dell’annata.
Con che spirito avete ripreso ad allenarvi?
«Stiamo lavorando bene. Purtroppo non è stato automatico trovare la chimica giusta. Capita quando le squadre sono nuove. Senza puntar il dito su qualcuno, sappiamo che tutti dobbiamo far meglio».
A livello personale è soddisfatto della sua stagione?
«Sono molto contento del primo terzo di stagione che ho fatto, poi ho avuto un problema a un ginocchio. Ho stretto un po’ i denti per la volata delle Final Eight ma ho fatto fatica. Il mio obiettivo è ritrovare la condizione delle prime gare della stagione e dare il mio contributo nella volata finale del campionato. In campo voglio dare il massimo dell’energia quando sarò chiamato in causa».
Più in generale, cosa vi è mancato?
«Sicuramente un po’ di solidità e compattezza, perché abbiamo espresso tanti minuti di ottima pallacanestro e di qualità. La squadra ha dimostrato in tanti sprazzi di partita di essere valida, ma ci è mancata continuità di rendimento. La incostanza in campo è stata delle chiavi».
C’è stata solo quella?
«Non ci ha di sicuro aiutato l’aver avuto Gal Mekel, nostro leader e nostro faro, a mezzo servizio o non averlo proprio avuto. Non cerchiamo alibi, ma quello del playmaker titolare è un ruolo fondamentale che influisce sugli equilibri di tutta la squadra».
A tamponare la momentanea assenza di Mekel è arrivato Will Cherry. Come procede il suo inserimento in squadra?
«Bene. È un ragazzo intelligente che ha giocato in diverse parti d’Europa e che si è messo subito a disposizione. È un giocatore di qualità che può darci una mano. Per ora ha giocato due discrete partite (le trasferte a Cremona e Pistoia, ndr). Per inserirsi ha bisogno di un pochino di tempo, anche perché non aveva giocato tantissimo all’Olympiacos».
Quanto le è costato fare lo spettatore alle Final Eight di Coppa Italia, trofeo che ha sollevato due anni fa con Torino?
«Tantissimo. Per me le Final Eight rappresentano l’appuntamento cestistico più appassionante dell’anno. Tutti gli occhi sono concentrati su questo evento. Averla giocata tante volte e aver vinto con Torino è stato bellissimo. Anche se solo come spettatore non sono voluto mancare quest’anno a Pesaro: sono innamorato di questo sport e volevo fare il tifo per i nostri ragazzi dell’Under 18 che sono arrivati sino in finale della Next Gen Cup (il team di Menozzi ha perso al fotofinish la finalissima contro Venezia, ndr)».
Con poco sareste riusciti a qualificarvi.
«È vero. Ci è mancata la continuità per prenderci quei due/quattro punti in più che ora ci permetterebbero di essere più in alto in classifica».
Vi aspetta la volata finale della stagione. Sarà dura: dopo il match interno con Pesaro vi aspettano dieci gare impegnative al massimo.
«Lo sappiamo. Nulla è perduto. Ci rimbocchiamo le mani e ripartiamo dalla partita con Pesaro».
Vi si chiedono i playoff.
«Ce lo auguriamo tutti di raggiungerli. Abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutte le avversarie e combatteremo fino all’ultima giornata». —
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