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«Hanno esonerato un vincente non un fantoccio»

Luca cavazzoni

Lo sfogo dell’allenatore Simone Siligardi «La squadra è sempre stata con me» 

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L’intervista

Luca cavazzoni

Neppure il tempo di festeggiare lo storico approdo alle semifinali di Coppa Italia, ecco che Simone Siligardi viene sollevato dall’incarico di allenatore dei gialloblù di Promozione. Frizioni con il patron James Benelli la versione che è subito circolata, ma con l’uscita di scena del tecnico ex Bagnolese si è dimesso anche il direttore sportivo Ivan Galaverna.

«In estate mi era stato chiesto di tentare il salto di categoria - attacca Siligardi - a oggi siamo nei playoff ed in semifinale di coppa. Da dicembre in avanti abbiamo incontrato delle difficoltà, dalle quali ci siamo ampiamente ripresi e i risultati lo dimostrano».

Cosa è successo?

«Ho avvertito frizioni da parte di James Benelli, che improvvisamente si è accanito indirettamente sulla mia figura senza mai confrontarsi con me. Sono stato messo davanti ad un bivio un mese e mezzo fa dal patron che mi diede tre partite per capire se continuare insieme oppure no, ma i risultati e la coesione tra me e la squadra hanno fatto si che questa decisione fosse di rimanere tutti insieme. Dopo la vittoria di domenica scorsa e il passaggio del turno in coppa mai e poi mai mi sarei aspettato una decisione simile, peraltro senza neppure una telefonata. Credo che Benelli si sia trovato di fronte ad un allenatore che è innanzitutto una brava persona, ma anche un allenatore che non ha ceduto alle sue indicazioni e forse se ne è offeso. Sta di fatto che oggi giorno, questi pseudo-dirigenti dimenticano che anche gli allenatori sono persone. E come tali andrebbero trattati, sia nel bene sia nel male».

I risultati erano dalla sua parte.

«A parte quello, si trattava di un percorso nuovo. Non è facile costruire una mentalità vincente in un gruppo nuovo, che non ha mai vinto niente. E questo percorso stava funzionando, forse in molti pensavano fossimo una squadra da primo posto. Ma chi capisce davvero di calcio, sa benissimo che non è così che funziona. Questo percorso richiede tempo, ma il lavoro stava pagando. Soprattutto lo spogliatoio era unito, questo era il risultato più bello ed anche un segnale da non sottovalutare mai».

Come si sente?

«Sto molto bene, perché sono stato esonerato da Simone Siligardi e non da fantoccio di qualcuno. La squadra è sempre stata con me, perché aveva capito che sono una persona verticale. Sono sei settimane che i dirigenti mi parlavano come se fossi esonerato da un momento all’altro, allenare in queste condizioni non è semplice. Mi sarebbe piaciuto un confronto con Benelli, che però evidentemente non ha ritenuto fosse necessario».

E le dimissioni di Ivan Galaverna?

«Sono state immediate, non c’erano i presupposti per un esonero. Inoltre non è stato coinvolto nella scelta del nuovo tecnico, segno che la fiducia in lui era venuta a mancare. Per quanto mi riguarda, ha fatto un bel gesto che in pochi avrebbero fatto».

Cosa ci sarà nel suo futuro?

«Chiamate ne arriveranno anche perché sono l’allenatore esonerato più vincente della storia». —





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