Giancarlo Dondi in tribuna «Amo il rugby giovanile è una finestra sul futuro»
REGGIO EMILIA. In tribuna ieri c’era il presidente onorario della Fir, Giancarlo Dondi, l’uomo che ha portato l'Italia nel prestigioso circuito del Sei Nazioni. «Sono sempre stato appassionato del rugby giovanile di alto livello. Si vede il rugby di domani. Ragazzi con grande passione. Una passione che coinvolge anche il tanto pubblico accorso per vedere il match. Bravo il club di Reggio a riportare in Emilia il Sei Nazioni, per di più i giovani dell'under 20.
Come vede questa Italia Under 20?
«La vedo bene, mancano un po’ di esperienze, ma sta facendo bene. Penso farà un buon Sei Nazioni. Non è completa in tutti i ruoli ma anche per gli avversari non è diverso. Nel rugby di oggi c’è qualcosa da cambiare. Basta con la ricerca ossessionata del superman per poi fargli fare il professionista. Io preferisco una bella seconda linea di 1,95 che gioca bene, a un giocatore di 2,05 metri che non ha talento».
Come vede il futuro del sei nazioni e dell’Italia?
«Il torneo è il più bello del mondo. Invidiato da tutti. Una tradizione, una grande festa ogni volta. Per la nazionale azzurra, spero sempre che a partire da domani l’italia si riprenda, gradualmente. Inutile sperare nei miracoli. Ma restò convinto che possiamo arrivare ad essere tra le prime otto a livello mondiale. Serve un grande, grandissimo lavoro». —
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