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Montecchio in zona playout Paini invita alla reazione

N.R.
Montecchio in zona playout Paini invita alla reazione

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MONTECCHIO. Momento complesso per il Montecchio: la squadra allenata da Roberto Voltolini non vince da ormai un mese, e il ko casalingo di domenica scorsa contro il Noceto ha sancito la terza sconfitta di fila.

Ora la formazione della Val d’Enza è quintultima nel girone A di Promozione, e dunque alberga in zona playout: 27 i punti raccolti in 24 partite.

«Non ci sta girando bene, però gli allarmismi vanno tenuti ben distanti da noi - afferma il centrocampista giallorosso Michele Paini - Periodi negativi come questo fanno parte del gioco, e probabilmente adesso ci sta mancando qualcosa a livello di carattere. Tuttavia, abbiamo dimostrato di poter giocare pressoché alla pari con qualsiasi avversaria: di conseguenza, la chiave di volta sta nel tornare a credere nei nostri mezzi con la massima energia».

Il centrocampista classe ì96 si sofferma pure sulla situazione dell’infermeria dela formazione allenata da mister Voltolini: «Tra infortuni e influenza stagionale, nelle ultime settimane siamo stati costretti ad affrontare parecchie defezioni che di certo hanno creato ulteriori ostacoli. Nonostante ciò la condizione fisica globale del gruppo è comunque buona, anche grazie all'accurato lavoro del preparatore atletico Valentini. Quando il campionato riprenderà, confidiamo di presentarci con un assetto più completo: sarebbe un’ottima notizia, perché adesso c’è davvero bisogno di tutti». Il prossimo turno in calendario è quello dell’8 marzo, quando il Montecchio ospiterà il Pallavicino terzultimo della classe: un confronto delicatissimo negli equilibri della lotta per la salvezza.

«Tutti noi pensavamo che i parmensi avrebbero avuto ben altro tipo di rendimento - evidenzia in ultima analisi Michele Paini - D’altro canto loro provengono dalla pesante vittoria sul campo del Salsomaggiore, che di certo ha rappresentato una salutare iniezione di fiducia. Quindi noi dovremo farci trovare pronti in primo luogo sul piano dell’umore, perché la pressione legata all’esigenza di non poter sbagliare avrà un peso ben preciso per entrambe le contendenti». —

N.R.

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