Rossi, dopo la gavetta granata la consacrazione a Lentigione
L’estremo difensore della formazione di Bob Notari è al suo secondo anno in D «Un anno alla Reggiana davanti a tanti tifosi mi è servito: ora sono più sicuro»
Dopo essersi ritagliato uno spazio importante nella Reggiana di Mauro Antonioli in serie D, Matteo Rossi è diventato titolare inamovibile nel Lentigione. Il 19enne di Campagnola fa parte della pattuglia di ex granata che il direttore sportivo Alberto Biagini ha portato con sé nella sua nuova esperienza.
Una scelta azzeccata, visto che il portiere sta migliorando gara dopo gara ed è diventato un elemento capace di infondere grande sicurezza a tutta la retroguardia. Rossi è rimasto in panchina nelle prime tre giornate, poi con l’arrivo di mister Bob Notari non è più stato fuori un minuto.
L’ex granata è in addestramento tecnico con il Carpi, che a giugno dovrà decidere se tesserarlo. Il salto nei professionisti appare alla portata per il reggiano. Gli osservatori di alcune squadre professionistiche lo hanno già visionato, assicura il suo procuratore Davide Gurieri.
La regola degli under aveva consentito a Rossi di contendere il posto a Davide Narduzzo. Ma l’estremo difensore aveva dimostrato già in granata di meritare lo spazio che gli era stato concesso. Quest’anno il classe 2000 ha fatto un passo in avanti da molti punti di vista, ad esempio nelle uscite. Il suo preparatore Gino Carra ritiene che abbia ancora molti margini di miglioramento.
Rossi, al Lentigione è partito bene. È soddisfatto di questa nuova esperienza?
«Sta andando molto bene sia a livello personale sia di squadra. Il Lentigione è a ridosso della zona playoff, io gioco e come se non bastasse, sono vicino a casa. Sì, sono soddisfatto».
L’esperienza alla Reggiana cosa le ha lasciato?
«Mi ha permesso di entrare nel mondo degli adulti. Aver giocato davanti a tanti tifosi a Reggio è stato molto importante per acquisire sicurezza. Mi ricordo la partita con la Pergolettese, dove avevo anche parato un rigore. Quei mesi sono stati molto utili per imparare a relazionarmi con la difesa».
A Lentigione sembra cresciuto rispetto a Reggio, dove pure aveva fatto bene.
«Con l’esperienza aumenta la sicurezza. Giocare con continuità aiuta. Sono migliorato nel dirigere la difesa sui calci piazzati. Dopo ogni partita mi confronto con il mio preparatore Carra».
Per sette giornate non ha subito gol. Un buon risultato.
«Il Lentigione è stata a lungo la miglior difesa del girone e credo che possa tornare ad esserlo».
A Reggio tanta pressione anche in serie D e tanti tifosi. Lavorare in un ambiente come Lentigione aiuta?
«C’è un ambiente sereno e meno pressione rispetto a Reggio. Però pressione o non pressione anche qui vogliamo fare bene alla domenica».
Le ambizioni di Matteo Rossi?
«Sono di proprietà del Carpi. La speranza ovviamente è arrivare il più in alto possibile. I professionisti sono il mio obiettivo. Arrivarci con il Lentigione sarebbe bello. Alla Reggiana ho vissuto un sogno e per me, che sono reggiano e tifoso, sarebbe bello tornarci».
Nel tempo libero cosa fa?
«Il Lentigione mi occupa molto tempo. Quando non mi alleno aiuto i miei genitori, che hanno una attività a Novellara. Sono miei tifosi e vengono sempre a vedermi. Qualche volta è venuta anche mia nonna. Mi aiutano, come mi aiuta anche il mio procuratore Gurieri che crede in me e che ringrazio». —
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